CICLISMO – GIRO D’ITALIA: Filippo Ganna non delude, è sua la tappa a cronometro

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Arnaud Demare quattro volate quattro vittorie.

Filippo Ganna due Cronometro tre vittorie.

E nell’ondulato Trevigiano, nel brioso Prosecco, una vittoria che fa esaltare ancor di più l’Italia intera.

Vittoria sofferta, ma per questo ancor più preziosa, contro un grandissimo Roah Dennis, compagno di squadra, che di questa specialità era il migliore prima dell’arrivo del giovane piemontese.

Questo ragazzo non è una sorpresa, è la costanza del lavoro, è il perseverare dei sacrifici, è la voglia di pedalare e di andare sempre di più forte.

Filippo ha vinto la sua terza cronometro consecutiva, contando anche i campionati mondiali di Imola, e ne ha davanti un’altra, l’ultima tappa, se ci si arriverà. L’unico che lo può impensierire è proprio il suo compagno di squadra Roah Dennis, ma non è detto che entrambi possano essere competitivi a Milano.

Passare la terza settimana lascia strascichi che fanno male a tanti, se Filippo vorrà provare a vincere un grande Giro in futuro le sue potenzialità si vedranno già da Milano la prossima domenica. Non sarà un esame, ma darà indicazioni importanti. Sempre che ci si arriverà.

Non è una provocazione ma la dura realtà di questo anno pandemico, come realtà è che il Giro d’Italia oggi  ha un padrone consolidato, che si chiama Joao Almeida, portoghese 22 anni e la Rosa la porta da 11 tappe, dichiarando che l’avrebbe portata sicuramente fino alla tappa di Piancavallo. E così è stato.

Uno solo degli uomini di classifica fa meglio di lui, ed è il ventiduenne Brandon McNulty che gli rimane davanti di 22 secondi prendendosi anche la terza posizione sia della tappa che della generale, mentre l’unico a resistergli è Wilko Kelderman che vola ma non abbastanza e perde 16 secondi.

Gli altri perdono più di un minuto, tra questi il nostro Vincenzo Nibali che nei siti di ciclismo italiani viene lapidato in pubblica piazza.

Vincenzo non è andato piano, a parte i ragazzini terribili occupano le prime tre posizioni della generale solo Maika fa meglio di lui, mentre Pello Bilbao, campione nazionale spagnolo della specialità, gli rimane davanti di un solo secondo.

Vincenzo è arrivato stremato al traguardo e la sua espressione non era certo delle più belle.

Almeida gli ultimi chilometri li ha percorsi con la testa appoggiata alle braccia, rilassando la mente ha rilassato tutto il corpo e nell’ultima frazione di gara ha fatto una prova vicina a quella del vincitore Ganna.

Vincenzo ha dato tutto, sempre, o quasi, sapendo che contro quei giovani rampolli del ciclismo mondiale poteva ben poco.

Joao non ha niente da perdere, la Rosa la vuole e farà di tutto per tenersela fino alla fine e sa che ha una squadra unita e forte per lui.

Vincenzo invece sente la pressione del più forte, di quello che ha il curriculum più bello, del padrone di casa che ha erroneamente strapazzato la sua squadra già fortemente provata da questo 2020.

Ma anche Vincenzo non ha niente da perdere, è il più anziano, è il più vincente del gruppo Giro 2020, e sa che non può chiedere di più alla sua squadra di quello già chiesto e soprattutto non è il padrone di casa al Giro d’Italia, anche se molti vogliono farglielo credere.

Se Vincenzo saprà guardare l’ultima settimana con questa prospettiva potrà vincere questo giro, anche con salite più tenere di quelle già in programma e saprà recuperare i due minuti e mezzo che lo separano da Almeida, come fece nel 2016 ai danni di Kruijswijk.

Lui sa correre, sa come gestire la terza settimana e sa che la terza settimana non perdona.

I giovani devono stare attenti, lo Squalo è ancora in agguato.

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