CICLISMO – GIRO D’ITALIA: Al Santuario di Castelmonte bis di Bouwman

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Sono ancora tutti lì, attaccati, in fila Indiana, a farsi scattini telefonati, a giocarsi secondi in volata, ad aspettare che tutto finisca.

Carapaz Rosa, Hindley a 3 secondi, Landa a un minuto.

Manca una sola vera tappa, quella di oggi che termina sul Fedaia ai piedi della Marmolada. Tappa durissima che potrebbe regalare spettacolo, ma anche no.

In diciannove tappe dei tre Generali che si stanno giocando la vittoria finale solo Hindley ne ha vinta una. In volata sul Blockhous, per il resto è andata sempre via la fuga. Le parole di Hindley ieri sono chiare su come è cambiato il modo di pensare pedalare e agire dei campioni. “Non era nostra intenzione riprendere la fuga, l’abbiamo lasciata andare per poi giocarcela tra noi tre.”

Pantani, probabilmente, si è giocato tutto, carriera e vita, perché vinceva sempre, ora nel 2022 una vittoria di tappa non interessa ai campioni davanti. Loro fanno un’altra gara. Un ragionamento insensato anche perché, la gara, tra di loro, non la stanno facendo.

Sia chiaro massimo rispetto per la fatica che stanno facendo, i tre si equivalgono e non gli basta lo scattino per staccarsi a vicenda. Ma non stanno neanche provando a usare un po’ di fantasia. Alla fine arrivare primo o secondo non gli fa differenza, ed è sempre meglio che rischiare di saltare e perdere posizioni. Ragionamenti schietti, che non dichiarano, ma che portano sulla strada.

C’è chi può essere d’accordo con loro, personalmente non lo sono. Mi manca il vero ciclismo, mi manca il ciclismo di Pantani, di Contador, di Scarponi, ma anche di Froome che scatta sul Finestre, ad 80 km dal traguardo, e ribalta il Giro.

Ieri al Santuario di Castelmonte vince la sua seconda tappa Koen Bouwman, con la maglia azzurra di miglior scalatore già cucina addosso aritmeticamente. Vince in una volata pazza, l’unico a prendere bene una curva chiusa a sinistra a duecento metri dal traguardo.

Come detto oggi la tappa regina, si arriva sul Fedaia, salendo dal duro versante di Malga Ciapela, con prima il SanPellegrino e il Passo Pordoi. Salite storiche, non impossibili, ma messe alla penultima tappa capaci di regalare sorprese.

Certo usando un po’ di coraggio e fantasia.

 

Foto da immagini RAI

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