L’Unione dell’Appennino bolognese istituisce l’albo delle botteghe storiche

Le botteghe storiche sono quegli esercizi commerciali o artigianali radicati nel tempo da almeno 50 anni, significativi per la tradizione e la cultura del luogo. L’iscrizione all’albo dell’Unione consentirà loro di partecipare ad un bando regionale per ottenere finanziamenti.

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 L’Unione dei comuni dell’Appennino bolognese ha istituito, con delibera di giunta dello scorso 7 ottobre, l’albo delle botteghe storiche e dei mercati storici presso lo Sportello Unico delle Attività Produttive, che, in collaborazione con i Comuni, provvederà a gestire iscrizioni e cancellazioni. Per iscriversi occorre presentare una domanda su apposito modello predisposto dal SUAP attraverso il quale si dichiara, anche con il corredo di foto e documenti, di disporre dei requisiti di bottega (o mercato) storico previsti dalla normativa regionale. Il modello è già disponibile sul sito dell’Unione, nella pagina del SUAP, e presto anche dei comuni interessati.

La legge della Regione Emilia-Romagna 5 del 2008 definisce “botteghe storiche” gli esercizi commerciali al dettaglio, le imprese artigianali e gli esercizi di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande (a patto che questi ultimi si chiamino “Osteria”) che svolgano da almeno 50 anni continuativi la stessa attività, nello stesso locale (o area pubblica) e con le stesse caratteristiche originarie. Le imprese devono aver radicato nel tempo l’attività, cioè la conformazione degli arredi deve confermare la stabilità dell’esercizio, devono infine avere caratteristiche esteriori particolari: nei locali o nell’area devono trovarsi elementi di particolare interesse storico, artistico, architettonico e ambientale, oppure “elementi particolarmente significativi per la tradizione e la cultura del luogo. Se si tratta di esercizi della somministrazione gli anni scendono da 50 a 25.

Insomma, il visitatore deve cogliere immediatamente il radicamento nel tempo e nel territorio dell’esercizio commerciale. Tutto ciò vale anche per i mercati su aree pubbliche, per i quali può essere riconosciuta la qualifica di “Mercato Storico”. Non importa se sia cambiato il nome, l’insegna, la gestione o la proprietà: quello che conta è che siano state mantenute le caratteristiche originarie dell’attività.

L’iscrizione all’albo dell’Unione darà la possibilità di partecipare al bando, previsto dalla Giunta regionale lo scorso 22 luglio 2019, che finanzierà interventi relativi alla promozione e valorizzazione delle produzioni artigianali artistiche e tradizionali nonché il commercio in superfici di vendita caratterizzate da un riconosciuto valore storico, in grado di incidere sull’attrattività turistica dei luoghi. Inoltre, si potrà fare domanda per ricevere contributi per la realizzazione di interventi per l’innovazione di prodotto, per investimenti in nuove tecnologie informatiche, di comunicazione, per implementare e diffondere metodi di promozione, acquisto e vendita on-line nonché sviluppare nuove funzioni avanzate di rapporto con la clientela. Le domande per il bando regionale possono essere presentate dal 15 ottobre al 29 novembre 2019.

L’assessore alle attività produttive dell’Unione dell’Appennino bolognese e sindaca di Gaggio Montano Elisabetta Tanari commenta «Le botteghe storiche sono un patrimonio commerciale e culturale dell’Appennino bolognese che vogliamo preservare. L’albo unico in Unione nasce per semplificare le procedure e avere un quadro di insieme più ampio dei semplici confini comunali».

Nella foto: Giorgio Quadri, barbiere di Vado di Monzuno, all’interno del suo storico negozio: l’anno prossimo festeggerà 70 anni di attività, ha cominciato quando aveva 10 anni. La passione di Quadri per la storia e il collezionismo fanno della sua bottega un luogo unico dell’Appennino bolognese
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