LIZZANO – Michele Facci:” Sestola boicotta il Corno alle Scale, la Regione intervenga !”

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Giorni fa è uscito un comunicato di Andrea Corsini, assessore regionale al Turismo, lo stesso che aveva rinunciato alla sua partecipazione all’incontro organizzato a Silla da Marta Evangelisti,  in cui venivano evidenziati finanziamenti agli impianti sciistici della regione e non c’era traccia delle località dell’Appennino bolognese. Ora esce questo nuovo comunicato di Michele Facci, consigliere regionale (MS), sempre sul delicatissimo problema degli investimenti in montagna:

“Apprendo in queste ore dell’incredibile tentativo da parte dell’Amministrazione comunale di Sestola, con la complicità di quella di Abetone-Cutigliano, di boicottare presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri (Ufficio per lo sport), il previsto collegamento tra le stazioni sciistiche del Corno alle Scale e quella della Doganaccia sul versante toscano, per favorire, invece, un ipotetico collegamento tra le stazioni di Cimone e quella di Abetone.
Trovo estremamente grave, anche dal punto di vista della correttezza istituzionale, la richiesta formulata dai due Sindaci di dirottare il già previsto finanziamento statale per il collegamento Corno-Doganaccia, su un diverso progetto di collegamento interregionale, a discapito del Comune di Lizzano, ed a vantaggio di quello di Sestola.
Nessuno di noi avrebbe mai pensato di dovere arrivare ad una lite, tra diverse stazioni sciistiche sullo stesso territorio regionale, in ordine all’accesso ai contributi pubblici per lo sviluppo delle stesse, ma quanto accaduto non lascia altra possibilità di scelta.
E’ dovere quindi della Regione Emilia-Romagna – alla quale è stata presentata un’interrogazione urgente da parte del sottoscritto consigliere – intervenire immediatamente per fare in modo che questo subdolo tentativo messo in campo dal Comune di Sestola, di ostacolare il già finanziato collegamento tra il Corno alle Scale e la località Doganaccia, non solo non trovi alcun tipo di sbocco, ma che  venga adeguatamente stigmatizzato a livello regionale, anche in virtù dei lauti finanziamenti che il comprensorio sciistico di Sestola/Cimone riceverà comunque dalla Regione Emilia-Romagna.
Auspico altresì che l’Amministrazione comunale di Lizzano in Belvedere, che da mesi assiste passivamente a iniziative ampiamente dirette a danneggiare il comprensorio sciistico del Corno alle Scale, eviti di partecipare al prossimo convegno sullo sviluppo  turistico in programma nei prossimi giorni proprio a Sestola, senza che sia prima intervenuto un chiarimento, a livello Istituzionale, circa l’offensiva richiesta formulata al Governo ed alle Regioni da parte dell’amministrazione comunale della località turistica modenese.”

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2 Commenti

  1. Una guerra, se c’è, è su livelli miserandi . Innanzi tutto bisogna farsene una ragione: Il clima sta cambiando. Gli inverni sono più caldi e più brevi. Pensare che le temperature si abbassino e le precipitazioni nevose diventino più abbondanti perchè si costruiscono impianti a fune fa il paio con la danza della pioggia. Dal momento che un anno è formato da 365 giorni e il periodo per sport invernali si è ridotto a 70-100 giorni, vi aggiungiamo 40 giorni di turismo estivo per una copertura, ad essere di manica larga, di 140 giorni, per gli altri 215 cosa si fa? Ci si tira le dita? Vi è poi da dire che lo sci alpino da un po’ di anni non può essere praticato nel periodo natalizio per mancanza di neve e per temperature primaverili, e che l’utilizzo degli impianti di risalita è concentrato nei fine settimana quando questi non sono flagellati dal mal tempo. Concentrandosi solo sullo sci e abbandonando qualsiasi altra promozione turistica, il comprensorio del Corno alle Scale sarà sempre più destinato alla irrilevanza. Tanto per fornire dati numerici, nel solo capoluogo, Lizzano, operavano 18 fra alberghi e pensioni, oggi siamo a 5. Vi erano 2 fornai, oggi nessuno e via di questo passo. Vi è inoltre da dire che i pienoni di persone in paesi quali Monteacuto, Pianaccio, Farnè ecc. durante le ferie estive, non è dovuto alla presenza di “turisti”, ma di proprietari delle case dei genitori o dei nonni che, mantenendo detti immobili, e pagando le relative tasse ed imposte, contribuiscono all’economia della zona. I TURISTI veri sono coloro che vengono appositamente qui ma che potrebbero andare in Slovenia, in Austria o in qualunque parte del globo senza aver alcun aggancio storico ed affettivo con le nostre zone. Se qui non si esce dall’ubriacatura da sci e non si cercano altre proposte turistiche, la situazione non potrà che andar di male in peggio. Bisogna rendersi conto che lo sci è uno dei tasselli del puzzle turistico, mancando tutti gli altri il puzzle non viene completato.

  2. Il senso dell’articolo sembrava molto diverso dal commento che ho letto.
    I soldi ci sono, sono stati stanziati per la costruzione di un impianto. A Sestola si stanno muovendo per accaparrarsi questo finanziamento e indirizzarlo verso le loro esigenze, sempre in linea con il tipo di finanziamento anzi di investimento. Probabilmente tra qualche anno non nevicherà più e si utilizzeranno piste fatte con materiali artificiali che già esistono, basta cercare e su internet ne troverete di tutti i tipi , magari questo consentirà di poter sciare in tutte le stagioni. ma serviranno sempre gli impianti di risalita. Non si perdano occasioni.

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