LIZZANO: Occasioni perse e occasioni da sfruttare

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Oggi, su Il Resto del Carlino, è comparso un articolo a firma Massimo Selleri sulla manifestazione di ieri contro la seggiovia e le argomentazioni del Sindaco, Sergio Polmonari, sui problemi anche occupazionali del Comune di Lizzano in Belvedere. Innanzi tutto non si può parlare di coloro che vengono a visitare il Parco definendoli :”Quelli con il panino e la bottiglietta”. E’ un luogo comune tipico del Belvedere che ha contribuito alle difficoltà economiche ed occupazionali dello stesso. Allora mi si deve spiegare perché TUTTE le vie transappenniniche che ci sono a destra e a manca del nostro Comune continuano ad avere nuove attività commerciali e ricettive in costante apertura.
Lizzano in Belvedere ha il record delle occasioni perdute in ambito turistico, ne faccio un incompleto elenco : 1° Vie transappenniniche (4) di cui quella plurimillenaria che passa per quell’inestimabile gioiello che è Monteacuto delle Alpi. Cosa si è fatto ? NIENTE – 2° Visite organizzate e guidate o meno ai nostri luoghi di culto. Cosa si è fatto ? NIENTE – 3° Visite guidate o meno, istruttive anche per scolaresche, ai resti dei ghiacciai wurmiani che hanno interessato il nostro territorio lasciandoci : morene, circhi glaciali, erratici, marmitte dei giganti ed altro . Cosa si è fatto ? NIENTE – 4° Boulder climbing (arrampicate su massi, spesso erratici glaciali). Avevo persino preparato un documentario fotografico in merito, rifiutato. Cosa si è fatto ? NIENTE – 5° Salvaguardia e valorizzazione della fauna residuale del glacialismo e della relativa flora, un animale per tutti : LEISOMA DARDAGNENSE con eventuale partecipazioni di giovanissimi per un eventuale concorso fotografico (genitori e nonni di accompagnamento) . Cosa si è fatto ? NIENTE – 7° Settimane di istruzione ambientale e linguistica per giovanissimi . Cosa si è fatto ? NIENTE – ed altro ancora.

Ogni voce potrà contribuire con un % al completamento di una offerta pluriarticolata, sci compreso. Ma se si parte con il concetto che chi fa vie transappenniniche è un turista da panino e bottiglietta, vuol dire che, allargando il concetto, il Camino de Santiago è gestito da dei folli. Invece porta miliardi nelle casse degli operatori turistici. Sarebbe opportuno studiare, ed attentamente, invece, come si sviluppa l’approccio turistico a dette vie. Se non ci si fa una adeguata cultura si rischia di continuare a citare frasi fatte prive totalmente di una solida base conoscitiva. Ed è così per il pluridecennale disprezzo per il turista campeggiatore definito “Turista straccione”. Anche qui l’ignoranza regna sovrana. Vi sono nazioni che sul turismo di mobilità ci campano ! Comparto gastronomico, quali sono le peculiarità che un turista può trova qui e non altrove ? Un albergatore di Lizzano, ironicamente, disse “La pasta Barilla”. La cucina è quella disciplina ove si può inventare di tutto e di esclusivo. Vi erano piatti tipici della nostra cultura che pochi anni or sono li ho presentati in un pranzo del Rugletto. Un dolce è quasi certamente di 3 secoli fa ! E’ stato preso spunto ? Dio ce ne guardi e liberi ! A Monghidoro il forno Calzolari ha dato lavoro ad agricoltori, fatto funzionare un mulino ed aperto 6-7 punti vendita nella provincia di Bologna. Da noi non c’è neppure il fornaio ! Una valle più celtica di quella del Dardagna dove si trova ? Con i comignoli cilindrici, le teste scolpite ed altro ! La birra era la tipica bevanda dei celti . Un piccolo birrificio artigianale con orzo coltivato in loco ed altro ? Per l’amor di Dio ! C’è un inconveniente di fondo : per ottenere dei risultati bisogna impegnarsi, mettersi in gioco, studiare ed analizzare le migliori strategie per emergere. Troppa fatica ! Meglio fare affidamento sui soldi pubblici (del contribuente) ed illudersi che grazie a quelli si faranno soldi a palate. Morale : incominci la Pubblica Amministrazione a dare il LA almeno ad alcuni programmi quali : Una via transappenninica, luoghi di culto, boulder climbing ed emergenze geologiche. Se ben congegnate e pubblicizzate possono iniziare ad apportare lavoro e migliorare l’economia. E lo sci, fin che può apportare benefici, ben venga, ma la si smetta con il tormentone di parlare solo di quello per 365 giorni l’anno ! Forse non ci si è ancora resi conto che lo sci non è più un imperativo categorico sociale e che non nevica più come 60 anni or sono. Chiudo ricordando che alcuni anni fa avevo offerto la mia collaborazione, gratuita, alla Pubblica Amministrazione di Lizzano per vedere di migliorare l’offerta turistica nelle aree di mia competenza. Attendo ancora una risposta dopo 5 anni.

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