Sci e indotto

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Ho seguito su Facebook l’intervista fatta a Clarisse Roda in merito alla chiusura degli impianti da sci sino al 7 Gennaio 2021. Oltre al disagio economico ai maestri di sci, l’intervistata ha evidenziato il danno per chi opera nell’indotto dello sci. Mentre non credo che con una attenta gestione agli impianti, la situazione possa divenire critica, il vero problema è proprio l’indotto. Come abbiamo visto questa estate, mollate un po’ le briglie, l’uomo ha dimostrato, seguendo il pensiero di Aristotele, di essere un animale sociale, ed in questo momento, piuttosto incosciente se non peggio. E’ stato un proliferare  di apericene, ammucchiate e balli, tutti ovviamente senza la minima protezione. Quindi se sulle piste, con un severo controllo alle partenze, la cosa, ripeto, non possa dare luogo a particolari guai, questi si presenterebbero in tutti i locali dove ci se ferma, si beve, si mangia e si dà libero sfogo alle proprie “Libertà”. Libertà che hanno portato i decessi ad una media di oltre 800 il giorno e messo ancora in ginocchio il sistema sanitario. Non essendo possibile mandare in giro gruppi di energumeni muniti di nodosi randelli al fine di far ragionare un bel po’ di gente, l’unica soluzione è, a mio avviso, chiudere baracca e burattini in attesa di una situazione meno catastrofica. L’intervistatore aveva anche accennato se fosse possibile fare sci da fondo, sci alpinismo o andare con le ciaspole. Farei qui alcune precisazioni. Allo stato attuale delle cose, anche una attività a bassissimo rischio non va fatta da soli. Vi sono percorsi di una facilità notevole, vero sci escursionismo, che in questi giorni vanno affrontati almeno in coppia. Ne cito alcuni: Rio Rì-Bagnadori, Cavone-Lago Scaffaiolo, Le Polle-Passo dello Strofinatoio-Lago Scaffaiolo-Le Polle ed altri. Un incidente di scarsissima entità, pensiamo ad una storta, obbligherebbe l’intervento del Soccorso Alpino con varie persone. Se poi l’escursionista è un solitario, le cose si complicherebbero parecchio. Da evitare in maniera ASSOLUTA qualsiasi attività nei versanti Est del Corno e dei monti circumvicini. Ed anche sui Canalini dei Balzi dell’Ora. Lì il Soccorso dovrebbe intervenire in forza con rischi per la salute da non sottovalutare. Sempre in merito alle escursioni : signori/re con le ciaspole abbiate almeno il buon senso di attaccare allo zaino un paio di ramponi ! Se vi trovate in una zona ghiacciata, cosa fate ? Precipitate a valle ? Chiamate il Soccorso ? Montate i ramponi dopo averli ben provati in luogo tranquillo ! Clarisse Roda ha anche parlato delle attività extra sci dei maestri e di altri giovani che possiamo definire “aiuti”. Si tratta di essere accompagnatori di comitive nel territorio, specialmente in quota, credo. Ottima attività più che complementare ! Mi permetto qui di dare un consiglio da studioso di antropologia culturale e sociale. Se le comitive sono composte da giovanissimi, si può unire l’attività fisica con la visione dell’ambiente e poco più. Se però nella comitiva vi sono persone con un po’ di anni, dai 20 in su, sarebbe doveroso aggiungere un articolato discorso sulla storia dei posti, sia a livello geologico che storico tout court . Oggi la richiesta di questa “Cultura” è piuttosto elevata, lo vediamo dal proliferare delle Vie di Transito. Girando ci si inoltra per sentieri e mulattiere ed è doveroso spiegare perché vi sono questi antichi percorsi storici. In talune zone vi sono ampi depositi di massi e cordoni di detriti. Spiegare che sono i depositi di antichi ghiacciai presenti in zona, anche il Lago Scaffaiolo ha un’origine glaciale ed altro ancora. Questo apporto culturale verrà molto bene accetto dall’intera comitiva che si ricorderà di voi per ciò che avete illustrato. Buon lavoro !!!

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