A San Benedetto Val di Sambro un immobile realizzato negli anni sessanta, e mai entrato in funzione, sarà finalmente completato per ospitare un centro di assistenza socio-sanitaria che potrà ospitare una casa di riposo, una comunità alloggio, alloggi protetti e un centro socio-ricreativo per anziani, un micro nido e molto altro ancora.

L’accordo di programma per la valorizzazione di questo complesso immobiliare, da destinare all’assistenza socio-sanitaria, ricreativa ed educativa del territorio metropolitano di Bologna, è stato sottoscritto nei giorni scorsi da Alessandro Santoni, sindaco del Comune di San Benedetto Val di Sambro, Gianluca Borghi, amministratore unico di ASP Bologna, e da Elisabetta Spitz, amministratore delegato di INVIMIT, società di gestione del risparmio del Ministero dell’Economia e delle Finanze che si occupa della valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico.
La firma dell’accordo dà formalmente avvio alla valorizzazione dell’immobile di proprietà del fondo I3- INAIL, ben conosciuto a San Benedetto Val di Sambro per le sue dimensioni imponenti e per la sua triste storia: 8000 mq di superficie, 72 camere, parco annesso, realizzata negli anni ‘60 per ospitare una scuola-convitto ad opera dell’ A.N.M.I.L., non fu mai funzionalmente completata e messa in esercizio.
Il programma sottrarrà questo complesso all’abbandono, trasformandolo in un centro di assistenza e residenza socio-sanitaria, ricreativa, educativa per 160 posti letto permanenti e spazi di ospitalità diurna, per un investimento complessivo di 11 milioni di euro interamente a carico di INVIMIT, mentre la gestione del progetto di valorizzazione sarà affidata ad  Asp Città di  Bologna per un periodo non inferiore a 21 anni.
Gli effetti di questo investimento, di respiro metropolitano e regionale, oltre ai Servizi che produrranno, saranno fondamentali anche in termini di rigenerazione urbana e nuova occupazione, ed è frutto della collaborazione tra Comune di San Benedetto, ASP Città di Bologna ed INVIMIT.
Comune di San Benedetto Val di Sambro e ASP Città di Bologna definiranno, con successivi accordi, le relazioni con AUSL Bologna, Città metropolitana, Comitato di Distretto e Istituzione Servizi Sociali Educativi e Culturali dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese per definire un utilizzo della struttura finalizzato a rispondere ai bisogni di assistenza dei diversi contesti territoriali,  in linea con quanto previsto dal piano di riordino territoriale e dai diversi Piani di Zona per la Salute ed il Benessere sociale.

Il progetto sociale, i Servizi ed i beneficiari previsti
Il progetto prevede la realizzazione di una casa di riposo, una comunità alloggio, alloggi protetti e un centro socio-ricreativo per anziani, un micro nido, una comunità di accoglienza per minori, appartamenti di accoglienza madre bambino, ambulatori medici per la cittadinanza, oltre a uffici e servizi generali.
Nel dettaglio questi i target previsti:

FAMIGLIE E MINORI
• Micronido 0-3 anni da 14 posti
• 3 appartamenti per famiglie o nuclei mamma con bambini (nucleo da 2 adulti + 3-4 minori)
• 2 comunità per minori, da 6-10 ospiti ciascuna

ANZIANI
• Comunità alloggio convertibile in “Comunità sperimentale Alzheimer” da 12 persone
• Casa di riposo da 60 posti
• Appartamenti protetti per coppie o single autosufficienti, fino a 16 posti disponibili
• Servizio diurno di attività socio-ricreative per 20 persone

SANITA’
• Casa della Salute di dimensioni ridotte, nella quale inserire 3 ambulatori per medici di base e pediatra, 1 ambulatorio infermieristico per pazienti fragili e cronici, 1 ambulatorio per attività specialistica e 1 ambulatorio per prelievi.

ATTIVITA’ RICREATIVE E COMMERCIALI
• Ambulatori privati libero-professionali non convenzionati, a partire da quelli che già lavorano con l’ASL, con Villa Nobili di Castiglione dei Pepoli
• Piscina sportiva con spazi per attività secondarie di tipo sportivo e rieducativo-terapeutico
• Spazio ristoro ed edicola
• Salone Barbiere / Parrucchiera
• Lavanderia
• Piccola struttura ricettiva tipo B&B o similare, nella quale impiegare alcune famiglie assistite

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