VERGATO: I Consiglieri regionali della Lega chiedono la riapertura del Pronto Soccorso H24

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150 firme raccolte in nemmeno due ore: tanta è stata l’affluenza della cittadinanza questa mattina, lunedì 13 luglio, nella piazza del mercato di Vergato, dove i consiglieri regionali della Lega Michele Facci e Daniele Marchetti hanno chiesto la riattivazione del Pronto soccorso ospedaliero H24.

L’iniziativa segue di qualche giorno la presentazione di un’interpellanza urgente all’assessore regionale Raffaele Donini, diretta a richiedere il ripristino della piena operatività dell’ospedale di Vergato, importante presidio sanitario della montagna bolognese, specie in questo periodo di “villeggiatura” e di aumentata affluenza turistica.

I consiglieri Facci e Marchetti hanno infatti denunciato come “nonostante sia passata l’emergenza acuta della pandemia da Covid, il pronto soccorso dell’Ospedale di Vergato continui a rimanere aperto solamente per 12 ore, con evidente disagio per tutta la popolazione residente”.

Gli esponenti della Lega ER hanno poi messo in guardia la Giunta sul fatto che il mancato ripristino h24 del presidio medico “sia in contrasto con il programma di mandato 2020-25 della Giunta regionale, nella parte in cui è stata dichiarata la necessità di supportare con maggior forza i presidi sanitari della montagna e delle aree più disagiate del territorio regionale”.

Vergato (Bologna), 22/04/2009.
Il cantiere del nuovo Ospedale di Vergato.
ARCHIVIO AUSL BOLOGNA – foto Paolo Righi/Meridiana Immagini

Il Testo dell’INTERPELLANZA

I sottoscritti Consiglieri

Premesso che

 

  • A seguito dell’epidemia da infezione di Covid-19 che ha duramente colpito il mondo intero, il nostro Sistema sanitario, nazionale e regionale, è stato costretto ad una nuova ridefinizione e riorganizzazione, in special modo in tutto il reparto della terapia intensiva;

 

  • il Decreto Legge n. 34 del 19 maggio, all’articolo 2[1], ha stabilito che le Regioni, tramite apposito piano di riorganizzazione volto a fronteggiare adeguatamente le emergenze pandemiche, come quella da COVID-19 in corso, garantissero l’incremento di attività in regime di ricovero in Terapia Intensiva e in aree di assistenza ad alta intensità di cure. Inoltre, la circolare del Ministero della Salute del 29 maggio 2020[2] ha integrato e definito le linee guida per la riorganizzazione del settore;

 

  • La Regione Emilia-Romagna, in forza del DL 34/2020, dopo i primi provvedimenti urgenti, ha approvato la Delibera di Giunta n° 677 del 15.6.2020 “EMERGENZA PANDEMICA COVID-19 – DISPOSIZIONI IN ORDINE AL PIANO DI RIORGANIZZAZIONE DELL’ASSISTENZA OSPEDALIERA DI CUI ALL’ ART. 2 DEL D.L. 19 MAGGIO 2020, N. 34”, con la quale, tra le altre disposizioni, ha previsto ulteriori 192 posti letto di terapia intensiva, per consentire all’Emilia- Romagna il raggiungimento dello standard dello 0,14 per mille Abitanti[3];

 

  • con la medesima deliberazione, la Regione Emilia-Romagna ha evidenziato l’opportunità “di assumere ulteriori strategie di potenziamento della Rete Ospedaliera Regionale, al fine di rendere strutturale la risposta all’aumento significativo della domanda di assistenza legata all’eventuale prosieguo della situazione infettivologica COVID-19, ai suoi esiti ed a possibili accrescimenti improvvisi della curva epidemica, nonché per eventuali ed ulteriori emergenze epidemiche, da contemperarsi con la indispensabilità di addivenire al graduale ripristino delle attività ordinarie, riportando a regime l’attività della rete ospedaliera e mantenendone il più possibile le funzioni e la flessibilità alla rapida conversione”;
  • sempre nello stesso atto, la Giunta regionale ha precisato come i Pronto soccorso abbiano rappresentato nelle fasi di picco epidemico uno dei punti di maggiore pressione sul sistema, con la conseguente necessità di una loro riorganizzazione e ristrutturazione, con l’obiettivo prioritario di separare i percorsi, e creare aree di permanenza dei pazienti in attesa di diagnosi, con garanzia dei criteri di separazione e sicurezza.

 Considerato che

– Tra le varie misure organizzative adottate a livello sanitario durante la fase dell’emergenza Covid, i PS degli Ospedali di Bazzano e di Vergato, nel bolognese, sono stati fortemente ridimensionati e penalizzati: quello di Vergato ha avuto un accesso ridotto a 12 ore anziché alle precedenti 24, mentre quello di Bazzano è stato addirittura chiuso;

– dallo scorso 1 aprile, infatti, l’Ospedale di Bazzano è diventato una struttura sanitaria dedicata solo ai pazienti non-covid (accoglienza dedicata ai pazienti anche da altri ospedali bolognesi impegnati nell’emergenza Coronavirus), mentre presso l’Ospedale di Vergato sono stati destinati 35 posti letto per persone affette da Covid, dopo l’avvenuto superamento della fase acuta della malattia, per le quali sussista ancora la necessità del ricovero in ospedale.

Va ricordato come il Ps di Vergato, prima dell’emergenza Covid, fosse stato recentemente potenziato: funzionamento 24 ore su 24, presenza in servizio di 2 medici dell’emergenza territoriale (tali da garantire assistenza qualificata, tempestiva ed efficace in caso di emergenza e urgenza, anche attraverso il coordinamento diretto con tutto il sistema territoriale), possibilità dell’utilizzo dell’elisoccorso notturno[4].

Considerato inoltre che

– Nel Programma di mandato 2020-2025 della Giunta regionale[5], si dà espressamente atto che “… la sanità deve essere anche vicina ai cittadini e facilmente raggiungibile: grandi centri qualificati ed altamente specializzati, di riferimento regionale e provinciale, debbono essere affiancati e integrati con piccoli ospedali distribuiti sul territorio per le prestazioni a bassa complessità, quelle di più frequente bisogno per la popolazione. Un’attenzione particolare sarà dedicata agli ospedali collocati nelle aree montane e più disagiate…”;

– L’assessore comunale Giuliano Barigazzi, nel corso della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria metropolitana di Bologna che mesi fa diede il via libera al Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera e assistenziale metropolitana, dichiarò espressamente: “Finita l’emergenza tutto tornerà alla normalità ed ogni Ospedale tornerà alle proprie funzioni precedenti[6];

– lo stesso Commissario ad acta per l’emergenza Coronavirus, dr. Sergio Venturi, nominato dal Presidente Bonaccini con decreto n. 5 del 20 marzo 2020 per lo svolgimento di compiti e attività legate alla gestione dell’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione della sindrome da Covid-19 – incarico oggetto di proroga con decreto n° 53 del 2 aprile 2020 al fino alla conclusione dello stato di emergenza dichiarato – 31 luglio 2020 – ha rassegnato le proprie dimissioni dichiarando la sostanziale cessazione dello stato di emergenza (“Si è chiusa una fase, quella dell’emergenza, e se ne apre un’altra che guarda al ritorno alla normalità”)[7].

Rilevato che

– lo scorso 1 giugno è stato riaperto il PS dell’Ospedale di Bazzano[8];

– il PS dell’Ospedale di Vergato, invece, continua a rimanere aperto solamente per 12 ore, con evidente disagio per tutta la popolazione residente, e per quella relativa alla stagione turistica estiva, in aperto contrasto con l’attenzione che la Giunta Regionale ha formalmente dichiarato di volere riservare agli ospedali situati in montagna, e comunque nelle aree più disagiate del territorio regionale;

Tutto ciò premesso, considerato e rilevato, i sottoscritti consiglieri

chiedono

Alla Giunta regionale

– se non ritenga che il mancato ripristino della piena funzionalità del PS dell’Ospedale di Vergato sia idoneo a compromettere la presenza di un importante presidio sanitario nella zona della montagna bolognese, specie in questo periodo di “villeggiatura” e di aumentata affluenza turistica, con evidente grave nocumento per tutta la popolazione, residente e non;

– se non ritenga che ciò sia in contrasto con il programma di mandato 2020-25 della Giunta regionale, nella parte in cui è stata dichiarata la necessità di supportare con maggior forza i presidi sanitari della montagna e delle aree più disagiate del territorio regionale;

– quali intenzioni la Giunta Regionale abbia in ordine al ripristino della piena funzionalità dell’Ospedale di Vergato, e quali siano i tempi di attuazione previsti.

 

Michele Facci – Daniele Marchetti

 

 

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