ALTO RENO TERME – Vitali: “Minoranza ancora in contraddizione”

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di Villiam Vitali (portavoce sindaco Giuseppe Nanni)

Scattate con Lumia Selfie

Pochi giorni fa abbiamo riportato l’interpellanza  presentata al Consiglio Comuinale dalla lista civica “Una Nuova Idea” con la quale veniva proposto che Alto Reno terme abbandonasse l’Unione Alto Reno per entrare nell’Unione dei Comuni dell’Appennino. Un argomento molto delicato ed importante al quale non poteva mancare una pronta risposta della Maggioranza. Ci è arrivata da Villiam Vitali (nella foto sopra), portavoce del sindaco Giuseppe Nanni

“MINORANZA ANCORA IN CONTRADDIZIONE

Non si è ancora spento l’eco di ciò che esponenti dell’opposizione avevano affermato durante la campagna referendaria, che, con una capriola politica, oggi affermano l’esatto contrario.
Alberto Zolli a sostegno del “primato della fusione” aveva piu’ volte ribadito il concetto che non aderire alla
fusione da parte dei comuni dell’Alto Reno avrebbe provocato l’accentramento verso Vergato dei servizi (Unione Appennino Bolognese), costringendo i cittadini a trasferte verso il paese del modio Reno per le loro necessità.
Oggi, con una nota diffusa sui media, l’opposizione invita il comune di Alto Reno Terme ad uscire dall’Unione Alto Reno, alla quale aderiscono Lizzano in Belvedere e Camugnano, per confluire nell’Unione Appennino Bolognese, “sventolando” la possibilità di accedere a contributi ottenuti da quest’ultima unione in ragione di 540 mila euro nel 2015.
La sensazione è che , dietro questa richiesta, si nascondano interessi particolari, anzi, quasi “personali”.
La motivazione economica regge poco: anche una cifra importante come 540 mila euro, se divisa per 10 comuni e
impiegata per i “servizi in unione”, rappresenta una risorsa esigua per ogni singolo comune.
Non a caso nella nota diffusa dalla minoranza si parla di turismo. Qualcuno si è accorto che Alto Reno Terme, sotto la guida della nuova amministrazione, sta esprimendo potenzialità in campo turistico mai viste da molti anni a questa parte. Qualcuno quindi nel “medio Reno” teme di passare “in secondo piano”.
A conferma di quanto affermo, c’è la riunione, tenutasi ieri a Firenze, sul protocollo d’intesa per lo sviluppo del progetto “La Ferrovia Transappenninica”, che vede coinvolte in primo piano la regione Toscana e la regione Emilia Romagna. Capofila del progetto è il comune di Alto Reno Terme.
Non si vede quindi perché, con queste premesse, il comune di Alto Reno Terme dovrebbe aderire alle richieste della minoranza.
Considerando che, già dal prossimo anno, relativamente al settore turistico, si potrebbero investire cifre ben maggiori di quelle “pro comune” derivanti dall’unione.”
Villiam Vitali, portavoce del sindaco Giuseppe Nanni
Da sin.: i Sindaci di Porretta (Nesti), Camugnano (Del Moro), Lizzano (Agostini), Castel di Casio (Brunetti), Granaglione (Nanni)
Nella foto alcuni sindaci che decisero la nascita e la formazione delle Unioni, da sn: Nesti (Porretta Terme, Del Moro (Camugnano), Agostini (Lizzano), Brunetti (Castel di Casio) e Nanni (Granaglione)

 

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