CULTURA: Il Commissario De Luca in visita a Casalecchio

Alla Casa della Conoscenza, Carlo Lucarelli presenta l’ultima fatica letteraria, con protagonista l’ormai noto Commissario De Luca

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È stato sotto gli sguardi attenti e curiosi del pubblico in sala, che Carlo Lucarelli ha presentato la sua ultima opera, dal titolo Peccato Mortale (Einaudi Stile Libero), collocato nel contesto della rassegna Maggio dei Libri.

Lo scrittore parmense e cittadino onorario di Casalecchio di Reno, anche ideatore e realizzatore della rassegna annuale Politicamente Scorretto, che si svolge appunto nel comune alle porte di Bologna, fa ritornare il suo Commissario De Luca, impegnato in una nuova difficoltosa indagine all’interno di un contesto storico singolare e poco raccontato: dal 24 luglio all’8 settembre 1943, giorni che videro la caduta di Mussolini e l’arrivo delle truppe tedesche all’interno di una Bologna già martoriata che vive una fase di estrema transizione, tra i grandi timori di una guerra che potrebbe proseguire ancora più violenta e le nutrite speranze sull’arrivo di un’agognata pace.

Un Commissario nel cui passato è presente una macchia che lo ha reso ricattabile e con la quale deve fare i conti, risolvendo al contempo il mistero di un cadavere senza testa che, apparentemente sembra essere un’indagine di routine ma che, sviluppandosi, racchiude pericolosi risvolti politici.

Il Commissario De Luca, già portato sul piccolo schermo da un eccezionale Alessandro Preziosi è forse il personaggio più conflittuale e con maggior evoluzione interiore, che Lucarelli ha fatto nascere e descritto fra le pagine dei romanzi a lui dedicati.

Romanzi che miscelano sapientemente il giallo e la storia, com’è ormai lo stile dell’autore, che egli stesso definisce però in continua sperimentazione, pur mantenendo alcuni punti fermi:

Mi piace scrivere romanzi di questo tipo, facendo rivivere determinati momenti della nostra storia e del modo di essere italiani. Periodi storici, come quello descritto in Peccato Mortale, sono particolari perché vengono vissuti in maniera molto diversa dalle persone che ne sono state protagoniste. Momenti di un passato con il quale non si è mai veramente fatto i conti e che si ripetono nel nostro presente e probabilmente nel futuro, quasi ciclicamente. Non potrei ambientare questo tipo di vicenda ai giorni nostri, perché mi sarebbe difficile estraniarmi dal contesto generale e raccontare adeguatamente quello che si sta vivendo. In questo senso invece, la storia aiuta a rappresentare aspetti personali e generali della società che tornano inesorabilmente, condendoli con le vicende di un personaggio al quale sono molto affezionato, che è egli stesso vittima delle grandi contraddizioni che appaiono in quel particolare e determinato momento.

 

Tra aneddoti personali e la sempre elegante, ma pungente ironia che lo contraddistingue in ogni suo intervento, Lucarelli scherza anche sulle recensioni di Amazon e sull’attenzione del pubblico in ogni dettaglio, pregando continuamente i recensori “ufficiali” di non fare mai anticipazioni o spoiler, come adesso si usa dire.

L’autore inoltre parla dello scrupoloso lavoro di ricerca per tentare di riportare alla vita una Bologna pressoché sconosciuta, dove le bellissime fotografie dell’epoca hanno avuto ruolo fondamentale e provocato il fascino del giallista, che ha immaginato De Luca per le strade devastate del centro storico o sotto i portici popolati da gente che fuggiva dalle campagne ancora in lotta, portandosi dietro mucche e pecore, mentre i soldati tedeschi piantonavano ogni porta di accesso alla città, controllando i documenti di tutti coloro che volevano entrare.

 

 

Peccato che il pubblico non fosse copioso come forse ci si sarebbe aspettato e che anche un nome autorevole come quello del più prestigioso membro del Gruppo 13, insieme a Loriano Macchiavelli, non abbia avuto il richiamo che meritava.

Un pericoloso indizio che sempre meno persone si appassionano alla lettura e che sia più facile essere tuttologi su internet, invece di imparare dalla storia e dalle generazioni passate, attraverso una piacevole e avvincente lettura da parte della mente di Lucarelli, che non manca di  approfondire gli aspetti più generali in ogni sua avventura editoriale, per far emergere curiosità e aspetti di una Bologna che oggigiorno non si potrebbe mai immaginare, con una rapida puntatina al Lido di Casalecchio e al baraccotto sulla spiaggia artificiale che vendeva pesce fritto nei pressi del letto del fiume Reno.

Un libro interessante che può abbracciare un pubblico ancora più vasto, così come si preannuncia intrigante il prossimo incontro nell’ambito della rassegna culturale, che proseguirà mercoledì 15 maggio, in compagnia di Luigi Lollini e del suo romanzo La controfigura, del quale parlerà in compagnia di Cira Santoro, direttrice del teatro Laura Betti, sempre alle ore 18 presso la sala grande della Casa della Conoscenza.

 

Foto di Fabrizio Carollo

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