Valsamoggia intitola una via al partigiano Libertario Giordani

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Da qualche ora a Valsamoggia, nel Municipio di Crespellano, c’è una nuova strada intitolata al Partigiano Libertario Giordani, detto “Pace”, commissario politico nel battaglione Zini e della 63a Brigata Bolero. A togliere la bandiera tricolore dal cartello che porta il suo nome c’erano i figli, Alfonsina e Lucio. La strada si trova a poca distanza da dove Libertario Giordani ha vissuto dopo la fine della guerra quando diventò il lattaio del negozio che affacciava su Piazza della Pace, una delle principali di Crespellano.

Presenti alla cerimonia, che si è svolta domenica 23 maggio senza la presenza di pubblico per via delle restrizioni Covid, anche le istituzioni, l’ANPI e alcune studentesse e studenti delle scuole del territorio e il loro insegnante professor Alessandro Scardino, che fanno parte anche del gruppo di giovanissimi dell’Associazione Libera, storico presidio contro le mafie e a sostegno della legalità, che hanno svolto alcune letture anche per ricordare l’anniversario della strage di Capaci dove perse la vita Giovanni Falcone.

Alfonsina e Lucio Giordano

 

“È stata una giornata dedicata a chi in vita ha difeso i valori di libertà, giustizia e resistenza e a chi oggi ne raccoglie il testimone” ha commentato il Sindaco Daniele Ruscigno.

“La partecipazione dei ragazzi – aggiunge Angela Di Pilato, Assessora alla scuola del comune di Valsamoggia – è un bellissimo segnale perché dimostra quanto le giovani generazioni siano sensibili a queste tematiche. Per l’occasione i ragazzi hanno voluto realizzare un albero le cui foglie sono costituite da pensieri sulla democrazia, la legalità e il rispetto delle regole. L’installazione è ora nell’atrio della Biblioteca di Crespellano e chiunque può aggiungere nuove foglie e nuovi pensieri”.

Anpi Crespellano: “Nel giorno che sempre ricorderà la strage compiuta dalla mafia a Capaci siamo qui con i ragazzi e le ragazze di Libera, vestiti con le magliette che sono messaggi di resistenza scritti sulle loro giovani schiene, caricati sulle loro giovani gambe e sul cuore una parola per tutte: Libera. Libera come un nome per una terra, libera come un’esortazione, un incoraggiamento a creare le condizioni per la libertà”.

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