Ricordando Umberto Eco

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Dovendo togliere dall’imballaggio e sistemare un semplice apparato elettronico, mi è tornato in mente quanto scrisse anni fa Umberto Eco in merito a tale procedura. Innanzi tutto le istruzioni sono all’interno della confezione nel luogo più inaccessibile possibile. In secondo luogo, ipotizziamo che il manualetto di istruzione sia formato di 24 pagine, le prime 23 descrivono tutte le procedure per aprire l’imballo di cartone senza ferirsi le mani, partendo dal concetto che la scatola non va posizionata in bilico sul bordo di un davanzale di una finestra e neppure all’interno di una lavatrice. Una volta posizionata la scatola su di un tavolo, possibilmente stabile, si inizia la procedura per aprirla senza finire al pronto soccorso di un ospedale per gravi ferite o per amputazione di un arto. Dopo essere istruito dei rischi di armeggiare con cartone ondulato e nastro adesivo, finalmente si giunge all’ultima pagina che in meno di dieci parole ti spiega tutti i tipi di collegamento, disfunzioni, sovraccarichi ecc ecc . al fine di riuscire a far funzionare detto apparato. La cosa raccontata con fine umorismo da Umberto Eco, è divertente ma realistica. Ne ebbi, anni fa, la riprova operando all’interno di un ufficio di progettazione. Una volta progettato e costruito espositori per la Grande Distribuzione, tutto in elementi sciolti da montare sul punto vendita, scoprimmo che le varie istruzioni disegnate e stampate dal centro di progettazione, creavano più confusione che risoluzione dei problemi. La ragione era semplice e la scoprimmo in breve tempo. Chi progetta e vive all’interno di un determinato mondo tecnico-culturale, dà per scontate talune conoscenze e taluni metodi operativi che proprio ovvi, per chi è estraneo a tale mondo, non lo sono assolutamente. E quindi prendemmo la buona abitudine di interpellare persone totalmente ignare sia del progetto che dell’oggetto in sé per farci dare le giuste sequenze operative nella fase di montaggio. Il sistema funzionò perfettamente. Per rendersi conto di che cosa significhi non avere dimestichezza con operazioni definibili Totalmente Normali, basta assistere in un supermercato alle traversie, per persone più o meno giovani, di fronte alle casse Fai da te. Si vedono persone sino a poco prima che armeggiavano convulsamente con smartphone, cellulari ed altro di alta informatica, in stato confusionale dinnanzi a lettori di codici a barre, richiesta di sistema di pagamento ed altro. Dispiace solo che non vi sia più un Umberto Eco ad assistere e commentare questa distanza fra la normalità del quotidiano e l’informatica futurista.

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