Osservazioni sulla caccia

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Quando ero ragazzo e sino agli anni 70 del secolo scorso, i cacciatori potevano entrare in qual si voglia proprietà agricola che non fosse recintata con recinti alti non meno di m 1,8 . Immaginarsi il costo di tale opera per un agricoltore ! Il guaio di trovarsi uno con il fucile carico nell’aia di casa non era il massimo. Erano successi anche gravi incidenti causati da questa libertà di sparare. Una delle ragioni di questa “manica larga” a chi piaceva dedicarsi alla caccia, era legata al mito dell’uomo-soldato , pronto al combattimento ed altro, tipico di un certo periodo storico. Non era casuale che talune specie animali venissero considerate “Nocive” quali falchi, aquile ed alcune altre e quindi da abbattere a dimostrazione della preparazione bellica dell’uomo. Perché “Nocive” ? Perché predavano alcuni animali, lepri ed altro, che avrebbero invece dovuto cadere sotto le doppiette. Oggi siamo ad un replay di tali concezioni. A mio avviso, se vi sono specie animali dannose, ad esempio, in agricoltura, vi sono altri strumenti atti a contenere se non a ridurre l’impatto di tali animali sul territorio. Più ricerca, più scienza e meno fucili ! Ma a pensarci bene, potrebbe esserci un’altra ragione, più “elettorale” . Sarà noto a tutti del calo di partecipazione degli italiano alle elezioni. In molti casi si è al di sotto del 37%, schede nulle e bianche comprese. Se ne evince che se vi sono tre partiti in competizione, statisticamente, è sufficiente che uno raggiunga il 15% del consenso per vincere detta tornata elettorale. Se poi la partecipazione scende al di sotto del 30% basta poco, percentualmente, per far vincere uno dei tre competitori. Allora promettere da parte di una coalizione o partito di dare ampia libertà alle doppiette per avere quel 2 o 3 % di voti in più per sedersi sulla poltrona del vincitore . Ovvio, poi, che dietro ai cacciatori vi è tutto un mondo produttivo che vede di buon occhio questa attività . A questo punto mi ritorna in mente un film di anni fa “Fin che c’è guerra c’è speranza” legato al commercio delle armi.