Dovendo fare alcuni lavoretti nella mia casa di Pianaccio, ho avuto modo di scoprire alcune cose poco piacevoli sempre in merito ai problemi legati all’acquedotto. Una, un poco ridicola, è quella di aver sistemato dei sacchetti di plastica trattenuti da un elastico, attorno al rubinetto di una fontana a mo’ di guarnizione. Ovvio che una simile sistemazione consente una perdita d’acqua ben superiore a quella erogata dal rubinetto stesso.

La seconda, ben più grave, è legata alla cospicua perdita dell’acquedotto stesso lungo la principale via del paese dedicata ad Enzo Biagi. Lì l’acqua finisce nel cortile antistante una privata abitazione creando un vero e proprio lago.

E’ da mesi che la situazione è in questi termini, oltre ai danni alle opere murarie ed alla presenza di umidità nei muri perimetrali, adesso, con il freddo, gli abitanti di tale casa, è abitata da varie persone, corrono il rischio di uscire di casa e trovarsi una lastra di ghiaccio dinnanzi alla porta con le inevitabili conseguenze di gravi cadute. Anche l’accesso diventa difficile. Posso capire che in Alto Loco consiglino a tali persone, anche agli eventuali ospiti, di munirsi di appositi ramponi di tipo alpinistico con l’aiuto di un Alpenstock con la punta ferrata , quei lunghi bastoni utilizzati nell’800 per salite sulle Alpi lungo i ghiacciai, per mantenersi in equilibrio.

A parte l’ironia, sarebbe opportuno mettere a posto tale tratta di acquedotto, purtroppo quando si tratta di un servizio FONDAMENTALE per i cittadini si assiste ad un pallavolo burocratico a non finire. Queste persone, molto accomodanti, sono vittime di un disinteresse istituzionale vergognoso. Vedremo se chi di dovere provvederà in tempi brevi, siamo in inverno, a por fine a questa pericolosa situazione.
