Servizio televisivo sul Belvedere

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In TV compare spesso Linea Verde, confesso che guardo molto poco la TV, ma talvolta pongo l’occhio su trasmissioni di un certo interesse anche culturale. Ciò che accomuna il sottoscritto con la consorte è che appena compare una trasmissione con politici e loro discorsi, la moglie, proprietaria del telecomando o cambia programma o spegne . Ha il mio totale consenso. Ritorniamo su Linea Verde, penso che se il Comune di Lizzano in belvedere avesse il desiderio e la volontà di apparire in tale trasmissione, dato gli spazi sin oggi dedicati a tali interessi, il tempo, ipotizziamo 15 minuti, verrebbe così suddiviso : 12 minuti alle seggiovie, ai cannoni sparaneve e allo sci ; 2 minuti alle mountain bikes ; 1 minuto alle cascate della Dardagna (non Il Dardagna, studiare please ) . La cosa non mi meraviglierebbe assolutamente, visto che da parecchi decenni tutto è focalizzato sul primo argomento. D’altronde la palese conferma è la lettura di alcune pagine aventi per titolo “Doganaccia Corno alle Scale Piano di sviluppo” “Progetto di sviluppo per il comprensorio Estivo ed Invernale ” Tutto focalizzato su : Seggiovie e Funivie con ipotetici ritorni occupazionali ed economici da Paese delle Meraviglie. Accettiamo che tale programma abbia quale solo argomento gli impianti a fune, ma come mai non vi sono altri programmi di sviluppo basati sul recupero e la valorizzazione dell’immenso patrimonio storico, culturale ed ambientale del Belvedere ? Sarebbe sufficiente organizzare una piccola commissione di esperti del territorio, vi sono, credetemi, vi sono, stilare un programma di fattibilità, di doverosa pubblicità onde fare conoscere ciò che si ha, operare in tempi brevi al fine di recuperare ciò che necessita di essere salvato e sistemato . Non sarà il futuro Paese delle Meraviglie, ma di certo potrà contribuire al miglioramento socio-economico del territorio anche sotto l’aspetto occupazionale. Come mai su tali argomenti vi è un totale silenzio di tomba ? Qualche malevolo potrebbe ipotizzare che per fare tali cose sia necessaria una certa predisposizione alla cultura nei centri decisionali e, purtroppo, non vi potrebbero essere i famosi Grandi Appalti . Questo sarebbe un argomento da porre sul tavolo quando si fanno convegni sul ripopolamento della montagna . Ricordiamoci SEMPRE che quando una comunità perde il filo conduttore con la sua storia e la sua cultura sarà facile vittima di qual si voglia tipo di colonialismo, anche quello fatto sotto le mentite spoglie di FAR DEL BENE .