Letture e laghi di montagna

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Sto leggendo un lavoro scientifico sull’inquinamento dei laghi in montagna . Vi sono laghi in zone poco accessibili ma in cui, a causa dell’aumento termico conseguente alla Crisi Climatica, fa prosperare specie sia vegetali che animali che mettono in pericolo la fauna e la flora presente da millenni . Vi sono anche laghi nei quali l’inquinamento è dato dalla attività umana : discariche e fogne, plastiche e residui vari e tutto ciò che la sporcizia umana ha creato per inquinare mezzo mondo . Nell’alto Appennino bolognese vi è il Lago Scaffaiolo, un laghetto creato dai ghiacciai lì presenti sino a 12.000 anni fa che con la loro massa di ghiaccio piuttosto spessa ed il loro lento scorrere verso valle hanno scavato il bacino lacustre riempito, poi, dalle acque piovane e da quelle dovute allo scioglimento delle nevi invernali. Oggi sembra che tale laghetto sia l’obiettivo da raggiungere sia da impianti a fune nel versante emiliano che da quello toscano . Insomma bisogna che il turismo di massa si accalchi sulle rive dell’ex paradiso di alta quota . Dico ex perché quando la massa umana supera una modesta quota di presenza, qualsiasi posto si trasforma in un plastico letamaio . Ho scritto “plastico” perché se fosse solo “letamaio” , ovvero gli escrementi delle greggi di pecore un tempo presenti in zona, sarebbe una cosa “naturale e biodegradabile” ed in modesta quantità, ma quando la Dea della Plastica prende il comando, di biodegradabile ce n’è poco. Come vedo il futuro di quella che un tempo veniva definito “La perla dell’Alto Appennino ?” E’ mia opinione che , grazie agli impianti a fune che potranno scaricare migliaia di turisti sulle rive del laghetto, il futuro sarà un po’ “degradato” . E’ una zona colpita da venti di notevole potenza, i più forti mai registrati in Italia, oltre Km 250 / h e quindi sarà opportuno che gli impianti a fune siano costruiti con opere massicce, ben scavati nel terreno, con tanto cemento armato e tanto acciaio . Insomma tutto ciò che serve per “valorizzare la montagna” come ci racconta il mondo politico, quello degli appalti. Qualcuno, poi, vista la carenza di neve nel versante emiliano, quello degli impianti del Corno alle Scale per lo sci, esternò l’idea che, in carenza di neve e di acqua per i cannoni sparaneve, si prelevasse, con apposite pompe, l’acqua del Lago Scaffaiolo per alimentare detti cannoni . Ovviamente all’arrivo della bella stagione detto lago venisse nuovamente riempito d’acqua da apposite autobotti . Possiamo proprio dire che la fantasia umana, fra impianti a fune, cannoni sparaneve, pompe ed autobotti sia proprio senza limiti.

 

nella foto il lago Scaffaiolo