Ho letto che è stato stilato un accordo tra Toscana e Emilia Romagna per la ferrovia Porretta : più coincidenze e tempi di viaggio ridotti . Un proverbio dice che è meglio tardi che mai . E’ sufficiente leggere le cifre relative a chi viaggia in auto lungo la SS64 porrettana = 80% e coloro che utilizzano il treno = 10% . Ed infatti detta statale è quasi sempre intasata di auto in andata e in ritorno dal capoluogo emiliano e dintorni . Pochi giorni fa una signora del comune di Lizzano in Belvedere, dovendo recarsi per una visita oculistica in un ospedale del bolognese, non ha trovato di meglio che farsi portare in auto da un parente . Qui subentrano due problemi che non sembrano ancora risolti : il primo riguarda il personale dell’Ospedale di Porretta che, a quanto sembra, è pesantemente sotto organico e non si ha notizia di un suo adeguamento ; il secondo riguarda l’affidabilità della linea ferroviaria , quest’ultima fra cancellazioni o fermate impreviste di convogli, sostituzione di trasporti con autobus in numero sottodimensionato alle esigenze ed altre disfunzioni, non ha dato una immagine di affidabilità e serietà come si richiedono nei trasporti pubblici specialmente operanti in aree marginali e montane . Cosa si richiede da parte dei contribuenti, cioè di coloro che , grazie alle tasse pagate, tengono in piedi il trasporto pubblico ? Innanzitutto una maggiore professionalità nella gestione della linea ferroviaria . Non è possibile che in Alto Loco non si sappia quanti passeggeri vengano trasportati per fasce orarie, giornaliere e settimanali e mensili . Inoltre, in caso di blocco di un convoglio in qual si voglia stazione, venga immediatamente data informazione ai passeggeri sia delle ragioni del guasto, gli eventuali tempi di fermata e, in caso il convoglio non possa riprendere il viaggio e non possa essere sostituito da un altro, operare in tempi brevissimi per fornire ai passeggeri un trasporto sostitutivo su gomma . A me è successo due volte di essere bloccato alla stazione di Vergato e di NON avere ricevuto alcuna informazione dalle ferrovie e di aver dovuto chiamare un amico da Lizzano in Belvedere per toglierci (eravamo in due) dai pasticci . Costa così tanto dare le dovute informazioni via altoparlante ? Di conseguenza ci siamo orientati a compiere i viaggi lungo la Valle del Reno, con l’auto , come poi l’80 % di chi deve muoversi in detta area . Vedremo se detti accordi daranno gli sperati vantaggi . Se son rose fioriranno .

