Leggo, da giorni, dell’idea in Alto Loco di ridurre la presenza di giovani scolari non pratici della lingua italiana , a livelli modesti . Questo, specialmente per i giovanissimi, fa a pugni con le ricerche scientifiche . Lessi tempo fa di una ricerca fatta negli USA su giovanissimi aventi madre di una lingua, padre di un’altra, in un ambiente avente altra lingua e con parenti , nonni di altra lingua e cultura. Ebbene ? Questi infanti capivano benissimo i significati delle parole ed il senso dei discorsi di ogni lingua . Un figlio di una amica, parla italiano, la moglie tedesco, lavorano spesso in paesi anglosassoni o di lingua francese . Ebbene ? La figlia di 5 anni ascolta la madre e le risponde in tedesco, così con il padre in italiano e quando si trova in USA o Francia si esprime nelle due lingue . Non è un fenomeno , ne conosco altri . E poi, cosa c’è di bello nell’avere in una classe ragazzini provenienti da diverse culture linguistiche che trovano il mezzo di dialogare tra loro utilizzando, in breve tempo, l’italiano come lingua franca ? L’unica cosa da non fare IN MANIERA ASSOLUTA è fare assistere a trasmissioni televisive nelle quali diversi politici tengono loro concioni in una specie di italiano pieno di paroloni tolti da un vocabolario burocratico demenziale con oscuri significati, anzi , privi di qual si voglia significato logico e con scomparsa quasi totale di tempi verbali quali : futuro, congiuntivi ed altri.

