Centrale biomassa, a Monzuno vince la politica green e l’economia circolare

Dopo diversi rinvii legati alla pandemia è stato inaugurato l’impianto di teleriscaldamento che, attivo da un anno, al momento, è collegato con le sole strutture pubbliche.

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Il taglio del nastro

Fino al 20% di risparmio economico ad un anno dall’attivazione. E’ il primo dato positivo della centrale di teleriscaldamento a biomasse del comune di Monzuno. L’impianto, attivo da un anno, è stato inaugurato, dopo diversi rinvii dovuti al perdurare dell’emergenza sanitaria, il 26 marzo 2022 a conclusione di un convegno dal titolo: “L’ecosistema è tutto, noi siamo parte del tutto. La struttura, voluta dall’amministrazione comunale, ha l’obiettivo di ridurre di quasi il 50% il consumo del metano per il riscaldamento, con vantaggi economici ed ambientali. Facendo una analisi comparata dei costi, nel 2021, il Comune di Monzuno ha risparmiato circa 4 mila euro di bolletta sul riscaldamento delle strutture di proprietà. La previsione nel 2022 è più che raddoppiata. Per avere una analisi dei costi il più attendibile possibile, sono stati confrontati gli anni 2018 (pre-pandemia) e 2021. Nel 2018 i costi per il riscaldamento hanno raggiunto i 20 mila euro, nel 2021 ad un anno dall’attivazione la spesa è stata di 16 mila euro. Un risultato importante soprattutto in questo periodo caratterizzato dai rincari del gas e dell’energia. Altrettanto importante è l’economia circolare e il rispetto dell’ambiente: la centrale, grazie all’utilizzo di elettrofiltri di ultima generazione, riduce le emissioni di monossido di carbonio e ossido di azoto in ambiente. Se il gasolio emette 326 kg di CO2 in atmosfera, per ogni megawattore di energia primaria prodotta, la Centrale di Monzuno ne scarica 29kg di CO2 in atmosfera. In sostanza emette CO2 come il caminetto di una abitazione familiare (25 kg d CO2 equivalente)

Il convegno alla presenza del sindaco Pasquini

 

Inoltre, ad alimentarla è esclusivamente il cippato, cioè piccole scaglie di legno, che viene fornito da un Consorzio agroforestale. In questo modo si attivano sul territorio, mediante la partecipazione di soci agricoli locali, nuove attività di gestione e pulizia del bosco, in parte direttamente di proprietà comunale.

Con emissioni paragonabili a quelle di una stufa a legna da 20 kW, vengono riscaldati il Municipio, la scuola materna, le scuole primarie e secondarie del capoluogo, la Biblioteca “Mario Marri” e la palestra, attraverso oltre 300 metri di tubature. Il teleriscaldamento consente l’utilizzo di accumulo termico: in questo modo il calore prodotto nelle ore di basso fabbisogno può essere utilizzato nelle ore di punta. Ciò permette di ottenere rendimenti annuali più elevati grazie ad un funzionamento più costante del sistema di combustione.

La centrale è stata costruita nei pressi della piazza di fronte al Municipio, per integrarla nel contesto urbano senza che producesse impatti visivi sul paesaggio.

La benedizione del parroco

La realizzazione dell’impianto di teleriscaldamento a biomasse è stata resa possibile grazie al cosiddetto “Patto dei Sindaci”, la campagna europea che incentiva gli amministratori ad aumentare l’efficienza energetica e utilizzare energie rinnovabili, ed è finanziato dalla Regione Emilia-Romagna per circa 500 mila euro sui 990 mila investiti complessivamente nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale (misura 7.2.1 – Realizzazione di impianti pubblici per la produzione di energia da fonti rinnovabili).

Il sindaco Pasquini e l’assessore regionale Priolo davanti alla caldaia

 

I risultati fin qui ottenuti ci stanno dando ragione. La politica della nostra amministrazione è stata, sin da subito, la politica degli investimenti green e la Centrale è un esempio non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto ambientale e di sostegno alle imprese del territorio. Il cippato, infatti, viene stoccato in un consorzio del territorio e le imprese che vi convergono operano nel raggio di 40km dalla centraleha dichiarato Bruno Pasquini, sindaco di Monzuno.

 

 

 

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