DOZZA (BO) – XXXa Biennale del Muro Dipinto: un’edizione da record. Prolungata fino a gennaio la mostra “Muri Perduti”

Dozza si conferma capitale dell’arte muraria: tra restauri, nuovi muri e mostre prorogate, la Biennale 2025 lascia un segno indelebile nella storia del borgo dipinto. Al via le nuove esposizioni nella Rocca

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Grande soddisfazione della Fondazione Dozza Città d’Arte e del Comune di Dozza per il successo della manifestazione, che conferma il suo ruolo unico nel panorama nazionale. Il borgo e la frazione di Toscanella hanno accolto un pubblico numeroso e vivace, confermando il fascino di una manifestazione che da oltre sessant’anni trasforma il paese in un museo d’arte a cielo aperto. Un bilancio più che positivo per una Biennale che ha visto attivi venti cantieri di restauro aperti in contemporanea, un numero senza precedenti, e quattro nuove opere (“Portale” di Augusto Giuffredi e “Illuminata” di Lara Ilaria Braconi, ammirabili a pochi passi l’una dall’altra in Via De Amicis, 52 e 26) nel solco della tradizione della kermesse, accanto a interventi collaterali (“La ragazza che guardava il cielo” di Andrea Gualandri (nella foto in home page) e “Il fiume” di Marco Lazzarato, a Toscanella) sostenuti da imprese del territorio, che hanno contribuito a diffondere un messaggio di comunità, memoria e bellezza condivisa.

“Questa edizione – sottolinea Lisa Emiliani, presidente della Fondazione Dozza Città d’Arte – si è distinta per la straordinarietà del numero di restauri, per la qualità delle opere e per la grande partecipazione alle attività collaterali. Abbiamo lavorato in sinergia con scuole, associazioni, artisti e realtà sociali, creando momenti di vera inclusione e condivisione. Dalle attività per i bambini alle conferenze in piazza, è emersa una straordinaria voglia di partecipazione e il riscontro del pubblico e degli addetti ai lavori è stato davvero incoraggiante. È stata una settimana di dialoghi, di piazze vive, di arte che appartiene davvero alla comunità”.

Tra le maggiori novità emerse da questa edizione, anche la notizia dell’importante riconoscimento in corso di valutazione da parte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bologna, guidata da Francesca Tomba. Gli uffici della Soprintendenza, insieme alla Fondazione Dozza Città d’Arte e al Comune, stanno infatti lavorando a un percorso istituzionale e tecnico che potrebbe portare al primo riconoscimento in Italia dell’interesse culturale su una manifestazione artistica come il Muro Dipinto. Un iter innovativo, mai intrapreso prima, che segnerebbe un passaggio storico per Dozza e per l’arte pubblica italiana.

“È un grande onore e un valore simbolico importante – commenta il sindaco Luca Albertazzi – sapere che le istituzioni culturali nazionali guardano con attenzione alla nostra esperienza. Il fatto stesso che la Soprintendenza e il Ministero della Cultura abbiano avviato questo confronto ci riempie di orgoglio: significa che il Muro Dipinto non è soltanto una tradizione artistica, ma un patrimonio con forte valore attuale da tutelare e valorizzare”. Sulla stessa linea la presidente Lisa Emiliani, che aggiunge: “Il lavoro condiviso con le istituzioni rappresenta un passo fondamentale verso un riconoscimento che, se confermato, avrebbe un valore unico in Italia. È una conferma del della continuità e della qualità che la Biennale ha saputo mantenere negli anni”.

Il sindaco Albertazzi ha inoltre espresso grande soddisfazione per l’esito complessivo della manifestazione: “La Biennale è una manifestazione storica e viva, che continua a crescere grazie all’impegno di artisti, volontari e cittadini. I venti cantieri di restauro, la qualità dei temi trattati dalle nuove opere e la rete di gemellaggi con i Comuni di Oliveto CitraVieste e Giovo testimoniano la forza del Muro Dipinto come esperienza culturale che unisce territori diversi all’insegna dell’arte e della bellezza. Questi legami, nati da progetti eterogeneo ma accomunati dallo stesso spirito di collaborazione, rappresentano un valore che va oltre i confini della manifestazione”.

La Biennale però è un evento che sembra non fermarsi mai. La mostra “Muri perduti”, che raccoglie bozzetti e materiali d’archivio custoditi nel Museo della Rocca, è stata prorogata fino all’11 gennaio 2026, mentre da inizio dicembre sarà allestita nella Torre Maggiore della Rocca la nuova esposizione “Il Muro a scatti & Sketchers al Muro Dipinto”, con le fotografie del Circolo Fotografico Imolese e i disegni realizzati durante la Biennale dagli Urban Sketchers di Bologna in collaborazione con l’Associazione Vari.China.

Nel frattempo, la programmazione espositiva 2026 prosegue nel segno della continuità, con mostre dedicate agli artisti che hanno contribuito alla storia del Muro Dipinto. La prima, “Chronos, il tempo nascosto” di Anna Hillar, protagonista di una delle scorse Biennali, è stata inaugurata sabato 18 ottobre con grande successo di pubblico. “Il legame tra Dozza e i suoi muri – conclude Emiliani – è qualcosa di profondo e autentico. Ogni restauro, ogni nuova opera è il frutto di un impegno collettivo che unisce istituzioni, artisti, cittadini e imprese. Il Muro Dipinto non è solo una manifestazione ma un patrimonio che cresce insieme alla sua comunità”.

La XXX Biennale del Muro Dipinto di Dozza fa parte di Bologna Estate 2025, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena.

 

nella foto Andrea Gualandri