Tra “Spillo e Zirudelle” partecipa anche Poste Italiane al Carnevale più antico dell’Emilia Romagna

La sportellista Michela e il portalettere Lorenzo raccontano le emozioni degli storici Carnevali di San Giovanni in Persiceto e San Matteo della Decima

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Tra le imponenti macchine teatrali dello storico Carnevale di San Giovanni in Persiceto e della sua frazione più grande, San Matteo della Decima, c’è anche un po’ di giallo e blu, i colori di Poste Italiane. E Lorenzo e Michela, colleghi nella vita professionale ma protagonisti, in modi diversi, di una delle tradizioni più sentite del territorio, ne sono una testimonianza.

Lorenzo è portalettere dal 1990. Dopo aver lavorato in diversi comuni, da anni è un punto di riferimento tra le strade di San Matteo e, all’occorrenza, anche di San Giovanni. Durante il suo giro quotidiano osserva da vicino il fermento che precede il Carnevale, uno dei più antichi d’Italia.

«In queste settimane si respira un’aria diversa perché sia a San Giovanni sia a Decima il Carnevale è un’istituzione. Si vive infatti un’atmosfera di grande attesa e entusiasmo. Si parla dei carri e delle novità delle sfilate e tutti vogliono fare bene e, naturalmente, vincere» – racconta Lorenzo.

Pur non essendo originario del luogo, Lorenzo conosce la storia e i simboli della manifestazione come chi ci è nato: da Re Bertoldo, maschera di San Giovanni, a Re Fagiolo, simbolo di Decima. Osservatore attento, descrive con precisione le differenze tra i due carnevali, sottolineando una sana rivalità.

«Le manifestazioni sono simili, forse cambia la dimensione dei carri: a Decima le strade più ampie permettono strutture più grandi. Ma ciò che rende unico il nostro Carnevale è lo “Spillo”: i carri arrivano in piazza e si trasformano, si aprono, diventano un vero spettacolo teatrale a cielo aperto. A Decima, inoltre, ci sono le “zirudelle”, poesie in dialetto che spiegano il tema del carro» – conclude il portalettere.

Se Lorenzo vive il Carnevale da osservatore privilegiato, Michela (nella foto) ne è invece una protagonista attiva. Sportellista di ufficio postale, da dieci anni è carrista e figurante. Anche lei non è originaria di Persiceto, ma qui ha costruito la sua vita e si è lasciata conquistare dalla tradizione, coinvolgendo nel tempo anche la famiglia.

«Ho due anime. Al lavoro sono precisa e rigorosa poi, quando entro in cantiere, mi trasformo e la creatività prende il sopravvento» – racconta Michela.

Senza una formazione artistica alle spalle, ha iniziato con umiltà: «Mi sono presentata dicendo che non sapevo fare nulla, ma volevo imparare. Ho cominciato a lavorare il polistirolo e da lì non mi sono più fermata» – prosegue la sportellista.

Oggi è parte di quella complessa macchina organizzativa che, dietro le quinte, dà vita ai carri allegorici: un lavoro corale che coinvolge artigiani, ingegneri, architetti e volontari, tutti uniti dalla stessa passione.

«Far parte di un gruppo e vedere un intero paese lavorare insieme è qualcosa che mi travolge. Essere carrista è un atto d’amore. Quando sfili e senti l’applauso della piazza, capisci che tutto ha un senso» – conclude Michela.

Tra consegne quotidiane e notti trascorse a dipingere, Lorenzo e Michela rappresentano il legame profondo tra vita lavorativa e vita sociale. Due volti di Poste Italiane che, tra lettere e carri allegorici, contribuiscono a custodire e raccontare una tradizione che da oltre un secolo anima il cuore di Persiceto e Decima.