ORGANI ANTICHI: Concerto di Fabio Nava a Baricella

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Il programma del concerto

 

Il programma del presente concerto intende in primis mettere in risalto le peculiarità timbriche dell’organo di Baricella, pregevolissimo strumento italiano ottocentesco costruito da Adeodato Bossi (1806-1891), uno dei massimi organari italiani del diciannovesimo secolo, che ebbe la propria bottega a Bergamo. Si tratta del tipico strumento lombardo ottocentesco dotato di un poderoso Ripieno, di registri da concerto fortemente caratterizzati, ad imitazione degli strumenti musicali dell’orchestra e di accessori come il Rombo e la Grancassa, ad imitazione delle percussioni. La scelta delle musiche e dei rispettivi compositori è poi finalizzata ad evidenziare i rapporti significativi e fecondi che Maestri del calibro di Mayr, Donizetti e Petrali ebbero con lo stesso organaro Adeodato Bossi.
Giovanni Simone Mayr (1763-1845) fu Maestro di Cappella in Santa Maria Maggiore a Bergamo dal 1802 al 1845 e Adeodato Bossi costruì l’organo di Santa Maria Maggiore; Gaetano Donizetti (1797-1848) nacque a Bergamo in Borgo Canale a pochissimi metri di distanza dalle officine dei Bossi e fu avviato all’Arte musicale da Mayr, prima di studiare a Bologna con Padre Stanislao Mattei e divenire ben presto uno dei massimi compositori della Storia; Vincenzo Antonio Petrali (1830-1889), cremasco di origine, fu anch’egli attivo per lunghi anni a Bergamo come organista di Santa Maria Maggiore e docente all’Istituto Donizetti ed ebbe occasione di progettare e collaudare molti organi costruiti da Adeodato Bossi. Non direttamente legata ad Adeodato sembra essere invece la figura di Francesco Almasio (1802-1871), musicista milanese di cui lo scrivente ha tuttavia recentemente inciso, per l’etichetta discografica bolognese Tactus, le opere organistiche all’organo Adeodato Bossi 1886 della chiesa parrocchiale di Leffe in provincia di Bergamo. Di Mayr, musicista di origini bavaresi trasferitosi a Bergamo, viene proposto in apertura del concerto il Gran preludio in sol minore, un pezzo dall’andamento grave e dalla scrittura severa, eseguito con il Ripieno. Il successivo Grande offertorio in re maggiore per Organo o Piano Forte di Donizetti è una trascrizione dello stesso Maestro della Sinfonia dall’opera Anna Bolena. E’ un brano brillante e di impatto che mette in risalto i colori del Bossi di Baricella, in particolare i tipici registri dell’Ottavino, della Flutta traversiera, del Clarone bassi e del Clarinetto soprani.
Francesco Almasio nacque, visse e morì a Milano, fu organista presso la Chiesa di San Fedele e presso la Basilica di Sant’Ambrogio a Milano, divenne primo docente titolare della cattedra d’Organo del Conservatorio meneghino nel 1849, incarico che mantenne sino alla morte e fu Maestro collaboratore al teatro La Scala, lavorando con Giuseppe Verdi negli anni dei suoi maggiori successi. Non a caso la musica organistica di Almasio è profondamente intrisa di melodramma verdiano ed è caratterizzata da una cantabilità ricercata e da una drammaticità intensa, sempre sospesa tra il serio e il faceto. Di Almasio vengono proposte una trascrizione dell’Eja mater dallo Stabat di Gioacchino Rossini, musicista tanto legato a Bologna, trascrizione probabilmente concepita per uso didattico e alcune composizioni originali dalla Messa Solenne per organo del 1856, che costituisce il fulcro dell’opera organistica di questo autore: il versetto numero cinque, dal carattere faceto, l’intima Elevazione e la Consumazione, brano dal carattere lieve e giocoso, ma nel contempo assai raffinato.
Concludono l’ampia parentesi dedicata ad Almasio una delicata Pastorale in sol maggiore e il versetto numero due dalla raccolta dei Cinque versetti brillanti.
Vincenzo Antonio Petrali, figura di spicco della musica ottocentesca italiana nacque a Crema, lavorò dapprima come organista alla Cattedrale di Cremona, si trasferì a Bergamo come organista di Santa Maria Maggiore e insegnante all’Istituto Donizetti, a Pesaro come docente d’Organo del Liceo musicale e ritornò a Bergamo negli ultimi mesi della sua vita, morendovi nel 1889. La sua produzione organistica, inizialmente di gusto teatrale, subì un notevole mutamento a livello stilistico probabilmente in seguito alla conoscenza ed allo studio da parte del medesimo autore della musica organistica di Johann Sebastian Bach, di cui il musicista cremasco possedeva nella propria libreria numerosi volumi.
La figura di Petrali è attualmente oggetto di una significativa valorizzazione e riscoperta, grazie alle incisioni discografiche realizzate negli ultimi anni e al ritrovamento nel 2021 di un fondo sino ad allora mai catalogato contenente numerosi manoscritti di composizioni inedite dello stesso Maestro per Organo e per altri organici strumentali e vocali ad opera del musicista bolognese Matteo Messori, docente di Organo presso il Conservatorio di Bergamo dal 2002 al 2014. Tale fondo fu donato, per volontà testamentaria di Ettore Petrali Cicognara (1875-1960), figlio di Vincenzo, alla biblioteca Mai di Bergamo nel 1961. Di Petrali sono eseguiti un Adagio per l’elevazione in la bemolle maggiore, brano di grande lirismo, che sembra aprire la strada a un modo nuovo di comporre per Organo e la gioiosa Sonata finale, che conclude il concerto con la piena sonorità dell’Organo.

 

Fabio Nava si è diplomato in organo e composizione organistica sotto la guida di Giovanni Walter Zaramella e Matteo Messori presso il Conservatorio G. Donizetti di Bergamo dove, sempre sotto la guida di Matteo Messori, ha conseguito il diploma accademico di secondo livello in organo col massimo dei voti e la lode nel 2009, vincendo il premio Rotary quale miglior diplomato dell’anno.

Ha partecipato a corsi di perfezionamento organistico tenuti da E.Bellotti, G.Bovet, F.Finotti, M.Henking,
L.Lohmann, G.Parodi, P.Peretti, D.Roth, L.F.Tagliavini, L.Tamminga e J.Verdin.
Si esibisce in qualità di solista partecipando a rassegne e festival organistici e collabora con cantanti, strumentisti e formazioni corali in veste di accompagnatore.
Collabora con Roberto Rivellini, musicista bergamasco, seconda tromba dell’Orchestra Sinfonica Nazionale RAI dal 1977 al 2018.
Ha pubblicato quattro CD con musiche organistiche di vari autori, stili ed epoche ed un CD per organo e tromba con il trombettista Mario Mariotti. Di recente pubblicazione (Novembre 2025) per l’etichetta
bolognese Tactus è il doppio CD dedicato alle opere d’organo di Francesco Almasio, primo docente d’Organo del Conservatorio di Milano nell’Ottocento.
È docente di Organo presso il Liceo musicale Antonio Stradivari di Cremona.