Dopo il caos di ieri, oggi l’ennesimo tracollo. Ancora un guasto infrastrutturale, ancora pesanti disagi e una fiducia dei pendolari verso istituzioni e aziende ferroviarie che continua inevitabilmente a diminuire.
Salutiamo positivamente l’aumento dei viaggiatori del servizio ferroviario regionale, ma sulla Ferrovia Porrettana continuiamo a non vedere miglioramenti concreti, mentre i disservizi sembrano passare sotto silenzio.
Ecco il bollettino di un’altra giornata da dimenticare.
| Da Bologna | Da Porretta: | |||||||||
| Treno 17777 delle | 17:17 | ritardo di | 6 | minuti | Treno 17704 delle | 17:30 | ritardo di | 6 | minuti | |
| Treno 17779 delle | 17:47 | ritardo di | 8 | minuti | Treno 17708 delle | 18:32 | ritardo di | 14 | minuti | |
| Treno 17783 delle | 18:47 | ritardo di | 18 | minuti | Treno 17712 delle | 19:32 | ritardo di | 21 | minuti | |
| Treno 17785 delle | 19:17 | ritardo di | 26 | minuti | Treno 17716 delle | 20:32 | cancellato | |||
| Treno 17787 delle | 19:47 | ritardo di | 56 | minuti | Treno 17718 delle | 21:01 | ritardo di | 16 | minuti | |
| Treno 17789 delle | 20:17 | ritardo di | 39 | minuti | Treno 17720 delle | 21:32 | partito con ritardo di 56 min | |||
Abbiamo ripetutamente chiesto un incontro specificamente dedicato alla Ferrovia Porrettana, con il coinvolgimento di tutte le istituzioni e dei soggetti competenti, e auspichiamo che possa finalmente tenersi entro la metà di novembre.
Nel frattempo, ci permettiamo di rivolgere un appello ai Sindaci dei territori attraversati dalla linea: è arrivato il momento di far sentire con maggiore forza la voce delle nostre comunità, promuovendo incontri pubblici aperti ai pendolari e ai cittadini. I problemi della Porrettana non possono rimanere soltanto problemi degli utenti ma dovrebbero diventare una priorità dei territori.
Occorre che le amministrazioni locali abbiano piena consapevolezza di ciò che accade quasi quotidianamente ai loro cittadini e intervengano con determinazione a tutela di chi vive, studia, lavora e viaggia nelle nostre vallate.
Valerio Giusti

