INAUGURAZIONE
Martedì 3 novembre 2026
ore 18.00
PERIODO
dal 3 novembre al 6 dicembre 2026
ORARI
giovedì – sabato, 17.00 – 20.00
altri giorni su appuntamento
SEDE
Millenium Gallery – Palazzo Gnudi
via Riva Reno 77, Bologna
INFORMAZIONI
tel. 329 112410 / 393 7003498
CON IL PATROCINIO DELLA FONDAZIONE
Il Vittoriale degli Italiani
Dal 3 novembre al 6 dicembre 2026 la Millenium Gallery di Palazzo Gnudi, a Bologna, ospita La
forma segreta del volo, mostra personale di Naby a cura di Carmen Lorenzetti, realizzata con il
patrocinio della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani. L’inaugurazione si terrà martedì 3
novembre 2026, alle ore 18.00.
Il progetto riunisce opere realizzate tra il 2019 e il 2026 e restituisce l’evoluzione recente della ricerca
dell’artista bolognese: un percorso che, attraverso collage di cartoncino e sculture di carta, conduce
progressivamente dalla forma meccanica alla figura, dalla maschera al volto, dalla minaccia alla possibilità di
una trasformazione. Non si tratta di un’evoluzione lineare: le falene continuano a comparire accanto ai cavalli
e alle donne, le schegge persistono anche nelle composizioni più luminose. A cambiare è il significato delle
forme, che possono essere aggressive o protettive, nascondere un’identità o contribuire a costruirne una
nuova.
Formatasi a Bologna e profondamente legata al territorio emiliano-romagnolo, Naby individua nel Futurismo – nel dinamismo delle forme, nella scomposizione del movimento, nell’interesse per la modernità meccanica – un riferimento fondamentale, cui si affianca l’ammirazione per Franz Marc e per la sua concezione simbolica
dell’animale. Il cavallo, presente fin dalle prime esperienze (Play with me, 2017; Play with us, 2019), è per
l’artista una sorta di alter ego: immagine di libertà, di slancio e, progressivamente, di vulnerabilità.
Il percorso prende le mosse dalle Falene meccaniche (2023), collage in nero e grigio ispirati alla sagoma
angolosa del caccia stealth F-117 ma trasformati in un organismo immaginario, a metà tra aereo, insetto
notturno e maschera. Qui l’eredità futurista si misura con una modernità meccanica che non promette più
emancipazione e si fa invece presenza inquietante. Dalla bidimensionalità del collage le forme si sollevano
poi nello spazio: Il Nottivago (2025), con le sue carte ripiegate e aperte, ne è l’esito scultoreo. Nelle serie
Schegge e Visioni dall’alto (2025) le punte delle falene si moltiplicano e si frammentano fino a invadere
l’intera superficie, mentre la casa, simbolo di protezione e appartenenza, viene scomposta e messa in
discussione. Con Stati d’animo, titolo che richiama volutamente Umberto Boccioni, la scomposizione futurista
è piegata a una sensibilità personale, nella quale l’emozione assume i tratti del conflitto, della resistenza, della
trasformazione.
Dal 2024 l’ingresso della figura umana imprime alla ricerca un carattere più apertamente autobiografico e
narrativo. Nei grandi collage del 2026 – Lungta, La Visione, Il ponte che scavalca l’ostacolo, 29 giugno 2021 –
cavallo, donna e falena si intrecciano in figure ibride. In Lungta, il cui titolo rimanda al «cavallo del vento»
della tradizione tibetana, simbolo di energia vitale e di buona sorte, la donna e il cavallo sembrano
condividere una medesima sostanza; in 29 giugno 2021 un evento doloroso della biografia dell’artista viene
trasfigurato in scena simbolica, in cui le forme della falena entrano a far parte di una vicenda individuale.
