Sabato 7 e domenica 8 novembre il corso di apicoltura biologica della Scuola dei Mestieri della Terra, tra i docenti Zeid Nabulsi, fondatore di BeeBo, che presso la Casa Andrea Bonfiglioli, struttura di Antoniano a Sasso Marconi ha già portato la sua impresa apistica. Lunedì 9 il seminario sui mieli biologici dell’Appennino con la lectio magistralis di Lucia Piana.
CòRA, che sta per COltivare cuRA, è il progetto dell’Antoniano in via Nugareto a Sasso Marconi, pensato come punto d’incontro tra agroecologia, educazione, accoglienza e valorizzazione dell’Appennino. Qui il presidente del Bio-Distretto dell’Appennino Bolognese ETS, Lucio Cavazzoni, e il direttore dell’Antoniano, fra Giampaolo Cavalli, hanno siglato una collaborazione di intenti che va dalle scuole dei mestieri della terra ai percorsi per bambini, famiglie e persone fragili. E sabato 7 e domenica 8 novembre partono le prime lezioni della Scuola dei Mestieri della Terra del Biodistretto, con il corso di apicoltura biologica, mentre lunedì 9 arriva la lectio magistralis di Lucia Piana.
Si comincia dalle api. Tra i docenti del corso, quindici ore gratuite, c’è Zeid Nabulsi, fondatore di BeeBo, che nella struttura di Antoniano, sede del progetto CòRA, curerà la scuola del miele. Lunedì 9 il seminario, dalla storia dell’apicoltura al ruolo del miele nella dieta, si chiude con la lectio di Lucia Piana, biologa e melissopalinologa di fama internazionale, tra le fondatrici della scuola italiana di assaggio del miele e dell’albo nazionale degli esperti in analisi sensoriale, unico al mondo.
Poi verrà il forno. Nella struttura ce n’è uno vecchio, in ristrutturazione, e il Biodistretto, con i suoi produttori e artigiani, lo riaccenderà e ne farà una scuola del pane.
L’accordo è la cornice in cui costruire nel tempo iniziative comuni, dall’educazione alla sostenibilità e all’agroecologia agli eventi culturali, dalla promozione dei prodotti biologici e artigiani alla cura del paesaggio appenninico, fino a progetti e bandi condivisi, anche negli spazi della struttura di Antoniano. Per il Biodistretto, che produce cereali, pane e farine, miele, formaggi da pascolo, ortaggi, vino e castagne, è la conferma che l’agricoltura di piccola scala, su quelle colline, è anche un servizio alla comunità.
“Non portiamo a Sasso Marconi un progetto, portiamo i nostri produttori. Un forno, le api e una terra da lavorare sono il modo più semplice che conosciamo per prendersi cura delle persone, e l’Antoniano lo sa da settant’anni” dice Lucio Cavazzoni, presidente del Biodistretto dell’Appennino Bolognese.
Alla firma, durante «La cura è una Terra Comune», c’erano anche i dipendenti e i collaboratori dell’Antoniano, che hanno conosciuto i produttori del Biodistretto e i loro prodotti biologici e artigiani,
formaggi, miele e pane dell’Appennino, con i vini, le birre e le preparazioni di
Cristina Fustini della Trattoria Nel Castagneto. Un primo momento di condivisione, perché ogni comunità nasce dall’incontro.
“Con la firma dell’Accordo di collaborazione, Antoniano e il Biodistretto hanno voluto formalizzare un’intensa convergenza di principi e di visioni. Da una parte c’è la storia di Antoniano, fatta di accoglienza, supporto alle fragilità, educazione e cultura; dall’altra c’è la ricchezza del Biodistretto, che promuove l’agroecologia, la tutela della biodiversità e la valorizzazione del paesaggio appenninico attraverso comunità sostenibili e solidali. Ci unisce l’idea profonda – ben espressa anche dall’ecologia integrale di Papa Francesco – che non vi sia cura dell’essere umano senza cura della terra e della comunità, e che la giustizia sociale passi anche attraverso uno stile di vita sano e rispettoso del Creato.” dice fra Giampaolo Cavalli, Direttore di Antoniano.
La terra è un bene da custodire, la cura un gesto da condividere, e insieme possono generare nuove possibilità di lavoro e di vita: è l’idea che unisce due esperienze diverse, il Biodistretto, 48 aziende agricole e oltre 100 soci in 29 comuni dalle valli del Santerno al Panaro, e l’Antoniano, l’istituzione francescana di Bologna, nate entrambe dall’attenzione alle persone, al territorio, alla sostenibilità e alla costruzione di comunità solidali.
I prossimi appuntamenti a presso la struttura di Antoniano sede del progetto CòRA, via Nugareto 12, Sasso Marconi (BO)
Sabato 7 novembre 2026 dalle 9 alle 18 e domenica 8 dalle 10 alle 18: corso di apicoltura biologica della Scuola dei Mestieri della Terra, 15 ore, gratuito, 25 posti, per titolari, dipendenti e collaboratori di aziende agricole biologiche o in conversione. Programma e docenti su
demetraformazione.it, iscrizioni con il
modulo online
Lunedì 9 novembre 2026 dalle 16 alle 20: seminario «Caratteristiche melissopalinologiche dei mieli biologici dell’Appennino emiliano e romagnolo», con la lectio magistralis di Lucia Piana. Programma su
appennino.bio, ingresso libero
Biodistretto dell’Appennino Bolognese
Il Bio-Distretto dell’Appennino Bolognese ETS copre 29 comuni dalle valli del Santerno al Panaro, compresa la città di Bologna, ed è espressione di un’alleanza forte di scopi condivisi e senza fini di lucro di imprese agricole, artigiani, associazioni, enti locali e cittadini nata per valorizzare il territorio montano e promuovere un modello di sviluppo agroecologico sostenibile. Il progetto affonda le sue radici in un percorso partecipativo avviato oltre vent’anni fa con l’impegno del Gruppo di Azione Locale dell’Appennino Bolognese e successivamente riconosciuto e sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna attraverso gli strumenti di promozione dei distretti biologici.
Nell’immagine Fra Giampaolo Cavalli e Lucio Cavazzoni presidente del Bio-Distretto dell’Appennino Bolognese ETS