CICLISMO – GIRO D’ITALIA: Ganna fa sua la tappa a cronometro, Hart si prende il Giro

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foto eurosport

 

Nella prima tappa importante di questo Giro d’autunno 2020 hanno perso il capitano designato, quello che tornava in Italia per riprendersi il sogno svanito qualche anno prima per colpa di una caduta ridicola. Lo perdevano per una caduta altrettanto ridicola forse ancor più ridicola di quella di qualche anno prima.

I progetti e la programmazione che erano riusciti a rigenerare in questo strambo anno, e che da anni portavano in giro per il mondo vincendo ovunque, era andata alle ortiche per colpa di una buca e di una borraccia caduto sull’asfalto.

In pochi sarebbero riusciti a gestirsi nuovamente e in un tempo immediato, reinventandosi un grande Giro che già avevano dovuto rivedere per colpa della pandemia.

Eppure dal giorno dopo, senza il loro capitano, e senza un capitano, si sono messi davanti e sempre con la loro programmazione e con i loro metodi si sono messi a correre alla vecchia maniera, alla Garibaldina, fughe ogni giorno con un uomo diverso e cattiveria agonistica senza pari.

E a Milano, quasi senza crederci, ci sono arrivati con 7 vittorie di tappa ma soprattutto con la Maglia Rosa cucita addosso a Teo Geoghegan Hart, un inglese giovanissimo che, con la classica calma anglosassone, ha risposto colpo su colpo agli attacchi del fortissimo e bravissimo Jai Hindley e gli ha strappato di dosso la Rosa nell’ultima tappa, 15 chilometri a tutta a Cronometro nel cuore di Milano.

Finisce così il Giro e finisce con Filippo Ganna vincitore dell’ultima tappa e incontrastato padrone delle cronometro, nonché nuovo idolo del ciclismo italiano.

Finisce con la Ineos Granadier regina del ciclismo Mondiale, con tanti se e tanti ma che andranno valutati con analisi precisi dopo la sbornia, strameritata di questa vittoria.

Ma quello che si può dire sicuramente che questa squadra è solo parte, una piccola parte della vecchia e logora Sky. Tanto viene da quel periodo, ma la vittoria di Geoghegan Hart, viene dall’essersi saputa accorgersi che il suo correre nuovo, che aveva imposto al mondo del ciclismo non poteva essere una nuova era.

Sono tornati indietro, mantenendo quello che avevano imparato e creato nell’era Wiggins, e in parte di quella Froome, e ora, e probabilmente per molto altro tempo a venire, ci stanno facendo divertire e ci stanno facendo vedere  come si corre in bici.

Il Giro è finito, nei prossimi giorni una attenta analisi, qualche pagella e dei dovuti ringraziamenti.

Ha vinto Teo Geoghegan Hart, secondo Jai Hindley, terzo Wilco Kelderman.

Subito giù dal podio Joao Almeida, per me il più grande in questo Giro 2020.

È finito il Giro, è finito il Giro Pandemico, è finito il Giro d’autunno.

W il Giro!

 

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