La Natura ha dato

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Solo chi vende ombrelli può lamentarsi di questo 2017 che stiamo per archiviare. Per gli operatori nell’ambito del turismo è stato un anno da incorniciare, non poteva andare meglio sotto il profilo climatico. Abbiamo visto succedersi tutte le fasi più propizie. I tre mesi estivi sono stati caratterizzati da sole e caldo, un binomio che porta la gente a muoversi, a viaggiare, a praticare attività fisica (boom di presenze nelle piscine), a stare fuori casa il più possibile. E pertanto grande successo di tutte le feste paesane e non, delle sagre, di tutti i tipi di manifestazioni all’aperto. Piazze e contrade piene di gente festosa e quindi disposta anche a spendere. Poi in novembre è arrivata la neve seguita da freddo e sole, altro binomio che crea ottime condizioni per chi ama la montagna e specialmente lo sci. Piste affollate al Corno e “alberghi col tutto esaurito”, come ha dichiarato Elena Torri, sindaco di Lizzano.

Non sono mancate in questi ultimi giorni anche voci di critica per lacune organizzative, ma, guardando la risposta degli appassionati, bisogna riconoscere che non hanno inciso in modo particolare. Almeno per ora.

“File troppo lunghe” “Prezzi troppo alti in certi alberghi” “Solo a Porretta abbiamo trovato qualche posto per questo week end”

“ Finiti gli sci in affitto” “Le piste sul Corno sono murate di gente”

Le voci odierne di alcuni nostri lettori con contrastanti sms

Bando alle voci, è indubbio che questo 2017 ha portato tanta gente sull’Appennino. Molti bilanci di commercianti e imprenditori di questo settore chiuderanno in positivo. La Natura ha dato il suo massimo, se non si è ottenuto di più la colpa…è dell’Uomo.

Guardando al 2018 che sta arrivando dobbiamo ricordare che i problemi ben noti di questo territorio non sono stati risolti e si riaffacceranno ben presto.

Sicuramente in questi giorni molti avranno pensato. “Se ci fosse stata la superfunivia Corno – Doganaccia…” Sì, non sarebbero mancati i turisti nelle cabine, ma non avrebbero risolto alcun problema all’economia locale. A questi voglio rammentare una proposta partita da queste colonne: fare un albergo moderno al posto dello chalet, ridotto a rudere. Di certo attirerebbe molte persone per vacanze, non solo week end, estive ed invernali.

In Appennino mancano strutture per manifestazioni al chiuso (siamo in montagna, non dimentichiamo !) e locali moderni dove ci si possa fermare dopo lo sci o dopo una passeggiata lungo i sentieri. Con questa lacuna i turisti non si fermano e preferiscono fare i pendolari.

Chiudiamo dunque l’anno con un sorriso ma senza dimenticare che c’è ancora molto, ma veramente molto da fare.

M. B.

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Un commento

  1. Le strutture, anche con cospicui investimenti di danaro, servono a poco se vengono inserite in un contesto quasi privo di infrastrutture . Che la cosa sia ben nota a chi opera nel mondo economico è talmente evidente che solo una distorta ed discutibile visione delle cose può cercare di coprire . Un solo fatto : quanti imprenditori si sono accodati con cospicui esborsi per i mega impianti appenninici ? A quanto mi risulta : nessuno . Quali piani di adeguamento infrastrutturale è stato presentato per rendere efficiente ed appetibile il comparto turistico nel Comune di Lizzano in Belvedere ? A tutt’oggi : nessuno . In queste condizioni con mancanza di idee e di iniziative, si ricorre al salvagente, o presunto tale, del danaro pubblico 8 milioni ) con la garanzia che per il mantenimento di talune strutture necessitano altri milioni ogni anno per appianare la gestione . La ricaduta economica dell’utilizzazione di tali impianti sarà, a queste condizioni, sempre inferiore a quanto verrà a costare tra impegno economico primario, interessi e spese di mantenimento . Un grattacielo si costruisce su solide fondamenta, non partendo dal tetto . Dove sono le solide fondamenta infrastrutturale dell’Alto Appennino Bolognese ? Non credo di essere l’unico a non vederne .

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