Nevicata marzolina

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Stamane ho visto una immagine del Corno alle Scale coperto da una imbiancata di neve. La cosa, anche se di scarsa entità ed un po’ tardiva, mi ha fatto piacere. Non so quanto durerà tale spruzzata di neve, a Pianaccio si è sempre detto “La neve marzolina dura dalla sera alla mattina” . E’ vero che Pianaccio è a 800 metri di quota ed il Corno arriva sino a 1945 , ma con lo sconvolgimento climatico siamo al punto che nel paese di Enzo Biagi si coltivano piante di zona pianeggianti ed anche un po’ a sud mentre al Corno le famose coperture di neve che si misuravano a metri sono ormai un sogno. Questa corrente un po’ fresca mi ha fatto ritornare alla mente un episodio della mia gioventù . Avevo otto o nove anni ed avevo portato il gregge degli zii a pascolare a La Nuda. Ero nei pressi della Fontana dla Stchiappa, una frattura della roccia sopra il limite della vegetazione, quando il cielo si oscurò, eravamo a metà Luglio, le pecore scesero a rifugiarsi nel sottostante bosco, io aprii l’ombrello verde e mi incantucciai nella frattura della fontana assieme ai due cani. Iniziò una nevicata di neve marcia che in poco tempo ricoprì la zona con vari centimetri di un mantello bianco. Poco dopo riapparve il sole, le nuvole si dileguarono, la neve in poco tempo si squagliò ed io mandai i cani a riportare il gregge sui pascoli della Nuda e del Fabuino. Nella mia vita trascorsa, spesso, nelle montagne, mi sono trovato, in piena estate, nel bel mezzo di nevicate in varie zone, sul Monte Bianco, sul Cervino, sulle Dolomiti e, persino sul Monte Kenia in Africa. L’importante però è sempre agire con prudenza, ridiscendere mettendosi in condizioni di non pericolo ed avere sempre con sé, nello zaino, tutto ciò che serve per cavarsi d’impiccio. Ed infatti i miei compagni di avventura ed il sottoscritto siamo sempre ritornati a casa senza neppure un’unghia rotta.

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