Ponti e manutenzioni

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Ponte Leonardo da Vinci di sasso Marconi _ foto F.Fabbriani

 

Dopo il crollo del ponte Morandi a Genova con 43 morti ci si è ricordato che  si deve fare manutenzione a dette opere e non solo a quelle. Ci sono voluti più di 30 anni per capirlo, con altri crolli ed altri morti, ma, alla fine, qualcosa ha iniziato a muoversi. Ovviamente la corsa, si fa per dire, alla tardiva manutenzione, viene fatta all’italiana, ovvero nella maniera più caotica, conflittuale e burocratica possibile fra i vari enti preposti a detti lavori.

Dopo la chiusura del ponte di Sasso Marconi, con tutti i rimbalzi burocratici per definire i futuri lavori, anni a venire, e il proliferare di manutenzioni, aggiustature ed altro, tutte in contemporaneo al fine di paralizzare il più possibile qualsiasi forma di traffico, tipica modalità italica, adesso risulta necessario dare un occhio al ponte Albano, sempre in quel di Sasso Marconi, che si è trovato a sopportare un traffico abnorme causa il convogliamento di varie strade ed uscite autostradali proprio lì sopra. Cosa meritoria oltre all’aver limitato sia la velocità che il peso dei veicoli che lo attraversano. Voglio però qui rendere note alcune esperienze personali che, credo, abbiano fatto molti lettori di Renonews. Si tratta di quello che si definisce “Effetto risonanza”, ovvero una sollecitazione che è in sintonia con la frequenza di un certo corpo, qui stiamo parlando di ponti ed altri manufatti. Vi sarà capitato che al passaggio di un certo veicolo, ovviamente di una certa mole, si sia messa a vibrare un’intera abitazione. Il transito di veicoli ,anche di mole superiore, non dava luogo a detto effetto. Si chiama RISONANZA, non è casuale che sia proibito a plotoni militari attraversare ponti a passo cadenzato, si rischia di mettere in RISONANZA il manufatto e creare dei problemi.

Anni fa ero sopra un ponte, non tanto lungo, che osservavo il torrente sottostante. Vi era un certo traffico, non particolarmente intenso, però transitavano frequentemente camion movimento terra, forse vi erano dei lavori in corso da qualche parte. Ebbene, spesso, al passaggio di questi veicoli, sentivo il ponte tremare sotto i piedi. Cosa significava questo ? Che con una certa massa ed una certa velocità ed una certa struttura, ruote ed altro, detti veicoli finivano per produrre un’onda Risonante con la Frequenza fondamentale del ponte. La cosa mi fece desistere dalle osservazioni torrentizie ed allontanarmi seconda i consigli di questo pensiero :”Se passa una carovana di detti camion non ci sarà mica il rischio di vedere il torrente troppo da vicino ?”.

Penso che gli ingegneri e gli esperti che esaminano ponti, viadotti ed altre strutture, abbiano ben presente questo problema e abbiano elaborato strumenti e metodi per evitare o limitare al massimo questo inconveniente.

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