Uno sguardo nella mia biblioteca

0
71

 

 

In questi giorni mi sono dedicato a cercare di mettere un po’ in ordine una parte del mio patrimonio libresco . Parlo solo di quei libri che decorano parte delle pareti della abitazione, ad occhio e croce dovrebbero essere poco meno di 4.000 . Un altro sostanzioso numero l’ho in quella che definisco officina-laboratorio di scultura-deposito di merci varie. Penso che ve ne siano circa 3.000 cui aggiungere quasi 800 nelle tre librerie della casa di Pianaccio. Dall’età di sei anni circa sono un drogato dei libri . Ovviamente con testi che spaziano dalle scienze, all’arte, alla letteratura e poesia, alla storia, alla tecnica e chi più ne ha più ne metta. Ebbene mi è ritornato alle mani un libro molto interessante :”L’Emilia-Romagna una regione “ di Luisa Avellini e Maura Palazzi con il coordinamento di Roberto Finzi – Zanichelli editore – prima edizione 1980 e successive sino al 1985 . L’avevo già letto ma “Repetita iuvant “, specialmente quando la rilettura di determinati testi possono essere confrontati ed inseriti in una più ampia conoscenza scientifica che, nello spazio di quasi 45 anni , ha ben evidenziato e messo in luce determinate problematiche . Andiamo al nocciolo, ovvero iniziamo dalla pag. 14 con un inserto intitolato “Come affrontare il dissesto ambientale e idraulico” . Già allora, sono dati fine anni 70, era più che evidente questo problema, le sue cause e le eventuali vie da percorrere per porre un freno a questo disastro. Tra l’altro, alla pag. 15 vi sono due grafici di cui uno relativo alla subsidenza del suolo nelle zone prossime all’Adriatico  ed un’ altro relativo alle qualità delle acque nelle zone di pianura. Più avanti vi sono grafici relativi allo spopolamento delle zone, specialmente montane e, successivamente, alla pag. 44 si parla della montagna e dei suoi problemi e delle eventuali soluzioni. Siamo, oggi, alla fine del 2025, ovvero due generazioni più lontane da quanto scritto in tale libro. Bisogna mettere in chiaro che già, a metà anni 80, si era evidenziata la Crisi Climatica . Inizialmente più come campo di studi di varie università, poi come agente di gravi perturbazioni meteorologiche con tanto di dimostrazioni e di analisi delle cause. Sempre in detto libro,a pag. 13, vi è una pianta della regione con le aree alluvionate nello spazio dal 1951 al 1973 . Ebbene, dal 1985 ad oggi cosa si è fatto per affrontare il dissesto ambientale e idraulico anche alla luce degli studi sulla Crisi Climatica ? Praticamente poco o nulla . Si è dato stura a considerazioni offensive nei confronti dei climatologi definendoli terroristi meteo, asserendo che la Crisi Climatica è solo un’opinione e via di questo passo. Mettiamoci dentro anche tutti gli escamotage burocratici con rimpalli dallo Stato alle Regioni, alle Province ed ai Comuni che sembra di assistere ad una tragica partita di pallavolo . Intanto però abbiamo frane in ogni dove, aree alluvionate a ripetizione, subsidenza di varie zone già in condizioni critiche, risalita delle acque marine lungo i corsi d’acqua ed altro ancora di poco lieto. Cosa posso dire a conclusione di queste mie righe ? Cercate di acquistare detta pubblicazione e leggetela assieme al libro di Luca Mercalli “Breve storia del clima in Italia” e poi traete le conclusioni se sia questo il modo di gestire il nostro Paese sia in ambito nazionale che in quello regionale.