Rilancio dell’Appennino

0
56

 

Ho letto del rilancio del turismo in Appennino e dell’affanno delle aziende che operano in detti siti. Partiamo da quest’ultimo aspetto prendendo esempio da paesi a noi vicini in aree alpine. Le attività in zone montane hanno un sovracosto legato al fatto di avere condizioni climatiche più severe, sarebbe logico detassare o agevolare le fonti energetiche atte a consentire temperature accettabili nei mesi invernali, autunnali e primaverili, mica poco ! I trasporti, stante le condizioni viarie, risultano più costose e quindi si dovrebbe escogitare una via per parificare questi oneri a quelli della pianura o del circondario industriale delle città. Chi assume personale in dette aree dovrebbe avere facilitazioni contributive atte a favorire l’occupazione. Infine si dovrebbero impostare corsi di studio adeguati alle strutture occupazionali del territorio. In detto caso sarà anche facile che possano sorgere nuove attività create dai corsi di studio avanzati. Guardiamo al turismo . Le aree appenniniche hanno un patrimonio storico invidiabile datato da almeno 10.000 anni ma che, in gran parte, non è stato minimamente valorizzato. Prendiamo esempio dalla Via degli Dei . Senza alcun finanziamento pubblico, in alcuni anni sono riusciti ad aprire un considerevole numero di nuove attività commerciali e far transitare oltre 23.000 camminatori con il corollario di parecchie decine di migliaia di persone che, o per curiosità o per incontrare chi si era avviato alla attraversata, si sono recate in tali luoghi. La valorizzazione di tanti territori DEVE nascere dall’interno delle varie comunità che dovrebbero recuperare la conoscenza di ciò che la storia e la natura hanno lasciato in eredità, valorizzarla e trasformarla in una risorsa economica. Molti potenziali turisti sono demotivati a visitare determinate zone proprio per la mancanza di conoscenza , di valorizzazione e di pubblicità relative a tanti luoghi. Spesso edifici sacri con alle spalle una pluri secolare storia sono lasciati in stato di assoluto abbandono quando, utilizzando memorie storiche facilmente consultabili, potrebbero divenire punti di visita di un turismo curioso del passato. Studiare, consultare e valorizzare utilizzando tutti quei canali che oggi la pubblicità, l’informazione e la tecnica mettono a disposizione.