Elezioni per pochi intimi

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Da tempo l’affluenza elettorale è in costante calo e le conseguenze, matematiche, finiscono per fare vincere per pochi voti, percentualmente . Diamo un’occhiata qui, in Emilia-Romagna , una regione che nel passato vedeva una affluenza elettorale vicina al 90% e che è scesa, in taluni casi, anche sotto al 40% . In quest’ultimo caso una coalizione che abbia ottenuto il 20% e poco più (un quarto del corpo elettorale) strombazza ai quattro venti la vincita plebiscitaria . Perché in una regione definita “Rossa” con forte partecipazione popolare alle decisioni politiche, alla cooperazione al volontariato per il bene pubblico, tutti patrimoni plurisecolari visto che nel 1257 il Libero Comune di Bologna cancellò la schiavitù, allora definita “Servitù della gleba” , si è scesi così in basso nella partecipazione elettorale . L’analisi, non solo mia, ma di studiosi in merito, attribuiscono questa disaffezione al fatto che i centri del potere della “Regione Rossa” si sono adeguati ai sistemi e metodi delle Regioni più disinvolte, ovvero che hanno posto al centro del mondo politico Soldi e poltrone . In breve ciò che importa sono gli Appalti con soldi pubblici da riversare nelle tasche di privati, non porre ascolto a ciò che i cittadini esprimono in merito a determinate scelte anche sbagliate, in breve ad estromettere la cittadinanza dalla gestione e dalle scelte fondamentali e dove girano cospicui capitali . E’ evidente che quella fascia di elettorato che non si riconosce nel mondo ultraconservatore ma, per tradizione e cultura, pensa ad una “Sinistra” dedita al benessere della cittadinanza ed a dialogare con questa, dinnanzi ad un simile cambiamento preferisce starsene a casa e non perdere tempo ad andare al seggio visto che le sue opinioni e la sua vita non vengono assolutamente considerate . In breve le vittorie del così detto Centro-destra non sono dovute ad un aumento considerevole di voti ottenuti, ma alla semplice ragione che l’elettorato del Centro-sinistra ha preferito disertare le urne . Basta dare un’occhiata a quante opere pubbliche sono state fatte in dispregio al più elementare buon senso ed alle opinioni di esperti e di quante altre siano in punto di essere avviate quando problemi più importanti come la Sanità, l’Istruzione, i Trasporti, il Lavoro ed altro vengono trascurati. Che Dio ce la mandi buona diceva quel contadino dinnanzi all’arrivo di neri nuvoloni temporaleschi .

 

lcuni anni fa lessi un breve articolo di uno esperto di politica il quale asseriva che la democrazia si vede specialmente con il calo di chi va a votare. Diciamo che se  nessuno votasse saremmo in una democrazia totalmente realizzata. In tal caso i segretari dei vari partiti potrebbero giocarsi le poltrone del potere a pari e dispari o alla morra . Sai che democrazia ! Invece sono del parere contrario, quando non vi è partecipazione dei cittadini nella gestione della cosa pubblica, di democrazia se ne vede poca .E’ poi ciò che succede quotidianamente di fronte a lavori pubblici inutili se non demenziali sui quali le opinioni di cittadini anche tecnicamente preparati non vengono assolutamente prese in considerazione , prima di tutto gli APPALTI . Dinnanzi ad una simile gestione della cosa pubblica è evidente che molti elettori preferiscano starsene a casa invece di farsi menare per il naso dalla farsa elettorale . Andiamo ad esaminare la matematica elettorale . Se andasse a votare l’85% del corpo elettorale ed una coalizione ottenesse il 55% dei voti , il vincitore avrebbe poco più del 46% dell’intera comunità . Diciamo che è una quota non trascurabile dell’intera cittadinanza . Se invece andasse a votare il 30% del corpo elettorale e la coalizione vincente avesse sempre il 55% , matematicamente ci troveremmo dinnanzi a poco più del 16% dell’intera cittadinanza . Diciamo che è una esigua minoranza che ha scelto da chi farsi governare. Siccome la partecipazione elettorale sta da tempo scendendo verso valori miserrimi, il discorso con il quale ho aperto questo scritto, cioè che la non partecipazione elettorale è sintomo di democrazia, dimostra che le strade per cancellare la volontà popolare nella gestione della cosa pubblica sono due : una quella di obbligare i cittadini ad andare a votare per forza presentando una lista unica , l’altra quella di esautorare la cittadinanza dalle decisioni economico-sociali lasciandole nelle mani delle varie segreterie di partito e, conseguentemente, di riflesso, convincendola a passare il proprio tempo dinnanzi alla TV o ad altre occupazioni invece di perdere il proprio tempo ad andare alle urne . In Italia, da tempo, si è imboccata questa seconda strada con l’aggiunta di approvazione di legge elettorale incostituzionale ed altro di dubbia democrazia .