Finita l’estate, inizia l’inverno

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Da vari giorni il boom estivo, sto parlando dell’Alto Appennino Bolognese, è in fase fortemente calante. Cosa prevedibile, anche se, dando uno sguardo in giro dall’inizio Luglio, non mi sembra che via siano state grandi frequentazioni. Il periodo di vacanze estive, da tempo, si sta riducendo. E’ un fenomeno che è partito dalla metà anni 60 del secolo scorso quando le donne si sono inserite nel mondo del lavoro. Progressivamente il periodo di vacanza si è ridotto dall’inizio Giugno a metà Settembre, agganciato al periodo scolastico, sino a quello che mi sembra, oggi, il dato reale : dai primi di Agosto al 20-25 dello stesso mese. Certo, vi è una frequentazione anche verso la fine di Luglio e sin all’inizio di Settembre, ma non mi sembrano numeri eclatanti. Le ragioni di questa contrazione, a mio modo di vedere, hanno varie cause. La prima, molto grave, è quella di non aver diversificato l’offerta turistica e di non aver preso in considerazione varie forme di turismo e loro componenti. Vado al sodo, nell’intero comprensorio del Belvedere non vi sono aree destinate a camping di roulotte e camper. Faccio presente che in Francia, primo paese mondiale per flussi turistici, non vi è comune o grosso paese che non abbia aree destinate ad accogliere tali turisti. Basta andare in Internet e documentarsi su quello che è l’apporto economico di tale turismo. Se in Francia camper e roulotte, per non dire delle tende, vengono accolti a braccia aperte, perché nel Belvedere si rifiuta tale possibilità economica ? Mi sembra che alla base vi sia una notevole dose di supponenza e di ignoranza di tale opportunità. Dove i campeggi hanno una certa ampiezza e frequentazione, all’interno vi è spesso un piccolo supermercato e un ristorante o trattoria avente prezzi economici. Ai campeggiatori torna più accettabile andare al bar a far colazione o in trattoria che stare a perder tempo a confezionarsi il cibo. Purché le attività commerciali non pensino di spennare dei polli, ovviamente. A fine Luglio sono andato con i nipoti al Cavone e Le Polle per far veleggiare un loro aquilone. Ebbene? In un sito che potrebbe ospitare comodamente una cinquantina di camper o roulotte, ne ho contati 22 sebbene il sito non sia assolutamente attrezzato per ospitarli. In compenso tutti i locali pubblici erano chiusi. Quindi ? Circa 60 potenziali clienti si sono arrangiati nei loro automezzi. Con 50 veicoli, il numero dei frequentatori potrebbe salire a 150 circa giornalieri. Conteggiando tale cifra per circa 100 giorni estivi ci troveremmo dinnanzi a qualcosa come 15.000 presenze. Solo al Cavone. Si potrebbero attrezzare altre aree, più modeste, in altre zone del comprensorio. Qual è la spesa media giornaliera di questi turisti ? Circa 22 € . Purché si dia loro la possibilità di spenderli, questi soldi. Detta cifra esclude la spesa di utilizzo del campeggio che viene conteggiata a parte. Anche gli escursionisti appartengono ad una categoria non amata nel Belvedere. Definiti “Quelli con il panino e la bottiglietta dell’acqua in tasca” , tanto per sbeffeggiarli, qui vicino a noi, Via degli Dei, hanno consentito l’apertura di 24 nuove attività commerciali. L’apporto economico viene valutato tra i 22 € ed i 58 € giornalieri a seconda se vi sia o meno l’utilizzo di un B&B . Con circa 25.000 escursionisti annui, lascio fare i conti su quello che possa essere l’apporto economico. Non è che nel Belvedere manchino i percorsi transappenninici,  ne abbiamo 4 certificati storicamente ed archeologicamente, da alcuni millenni, basterebbe sistemarli e pubblicizzarli. Vedreste che i B&B e le attività commerciali ne avrebbero vantaggio e, in taluni casi, sorgerebbero come funghi. Un patrimonio di percorsi, totalmente o quasi all’interno del Belvedere, sarebbe quello di visita ai luoghi di culto. Ne abbiamo circa 25 con un certo patrimonio storico. Dal momento che dentro una chiesa o oratorio, anche le condizioni meteo avverse non incidono più di tanto, una frequentazione di 3 persone il giorno per sito per 300 giorni l’anno sarebbe un’ipotesi totalmente realistica, ricavata da dati in Internet. La ricaduta economica di tali frequentatori sarebbe analoga a quella degli escursionisti, ovvero tra € 22 ed € 58 giornalieri. Vi è però un dato singolare, i frequentatori della Via degli Dei hanno un’età media di 34 anni, così, estrapolando i dati, possiamo dire che il numero più consistente di tali escursionisti ha una età compresa tra i 14 ed i 54 anni, è la fascia di età che può maggiormente spendere. Vi sarebbero altre opportunità di incremento turistico quale quella di creare maggiori opportunità di incontro per i giovani, quasi obbligati a recarsi in comuni limitrofi per stare assieme e dedicarsi a quegli svaghi consoni alla loro età. Lascio perdere di trattare i collegamenti Internet ed altre manchevolezze che fanno sì di far scendere l’utilizzo delle seconde case a livelli piuttosto bassi.

Finalmente l’estate è finita ed inizia l’INVERNO ! Ed infatti è iniziata la campagna pro seggiovie, cui seguirà quella dei cannoni sparaneve e di tante e tali opportunità che il Corno invernale può offrire. Un tempo si diceva, per esempio, stagione invernale 1964-65 . Infatti da metà Novembre le alte cime del comprensorio risultavano già coperte da un certo manto nevoso. Quest’anno, ma è da un po’ che si viaggia così, stagione invernale 21 Gennaio 11 Aprile 2023 . La prima data è quella della nevicata di cm 50-70 con ampia partecipazione di persone appartenenti al mondo istituzionale. Festeggiamenti e dichiarazioni, mancavano solo i fuochi d’artificio ed i balli in piazza . Dalla prima alla seconda data si tratta di 11 settimane, considerando che 5 settimane sono state afflitte da brutto tempo e due con pioggia, le rimanenti 6 settimane, o, meglio, fine settimana, dato il fatto che nei giorni feriali la frequentazione delle piste del Corno è piuttosto scarsa, se ne trae la conclusione che in 12 giorni si siano realizzati notevoli interessi economici per gli operatori del settore invernale. Sarebbe opportuno vedere le cose con maggiore obiettività. Questa martellante pubblicità sullo sci ha finito per stancare chi ha la sventura di ascoltarla o vederla. Quando si esagera i risultati possono essere controproducenti. Lo sci è un’attività in forte regresso, piuttosto costosa e con scarso appeal . Va bene considerarlo fra le offerte del comprensorio, ma bisogna anche inserirlo in altre opportunità che non vengono né considerate né sviluppate. Sono socio di un paio di associazioni sportivo-culturali. In una con 150 soci, quasi tutti giovani, non vi è un solo sciatore, quando 50 anni fa circa un buon 20% erano praticanti assidui. Qualcosa deve essere cambiato. Tante persone con famiglia e figli hanno rinunciato alla domenica sulla neve, quando c’è, perché non se lo possono permettere economicamente. Ricordiamoci che un sabato o una domenica di sci, per una famiglia di tre persone, marito, moglie ed un figlio di 10-13 anni viene a costare dai 300 ai 400 € . Con i chiari di luna attuali e con le incertezze sociali che vi sono, si pensi solo alla Sanità a pagamento, passare alcune domeniche a sciare significa veder scomparire un intero stipendio. Mi auguro che quest’anno la neve venga prima ed in quantità più consistente, ma togliamoci dalla testa che vi siano afflussi di folle oceaniche sulle piste. Di grazia se vi saranno, specialmente nei fine settimana, consistenti afflussi di sciatori che potranno apportare benefici economici al Belvedere.

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