Seggiovia: c’è l’appalto, arriveranno la neve e i turisti ?

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Ho letto le esternazioni di esultanza del sindaco di Lizzano in Belvedere, Polmonari, in merito al fatto che, finalmente, si darà il via alla demolizione dell’impianto della seggiovia direttissima del Lago Scaffaiolo, perfettamente funzionante, per sostituirla con un’altra che, viene da pensare, giunga sino alle sponde di detto lago. Così si potranno portare in quota, dice il sig. sindaco, disabili ed anziani a girovagare sul crinale appenninico. Sui disabili portati a spasso in alta quota era già intervenuto pochi anni fa il presidente delle associazioni di tali persone sottolineando che le infrastrutture a valle di tale favoloso impianto non erano, in gran parte, adeguate alle necessità di dette persone ed inoltre tirare in ballo, conseguentemente, tale forma di “meritoria considerazione” fosse un’operazione avente un pesante marchio di equivocità. Ma lo sappiamo, quando ci sono in ballo Grandi Opere con sostanziosi appalti, non c’è modo di fermare detta macchina infernale. Non vi è neppure il mezzo di avere a disposizione studi a livello di Dipartimento Universitario che certifichino : flussi turistici, ricadute economiche sul territorio, impatto ambientale, tempi e modi di utilizzo, adeguamento infrastrutturale al servizio di tali opere ecc ecc . Niente di niente. Il SUDDITO deve solo pagare il conto e stare zitto. E questo da parte di centri di potere che si autodefiniscono “democratici”. Il bello dell’intervento del sindaco Polmonari è poi nella sua chiusura : “Il Corno alle Scale potrà tornare ai grandi fasti degli anni ‘60 del secolo scorso”. Forse il sig. Polmonari si è dimenticato di alcuni particolari che fanno da ostacolo a tale luminoso ritorno : La chiusura nel solo comprensorio del capoluogo e dintorni di tutti i locali di intrattenimento quali La Rotonda, il cinema teatro Puccini, la sala da concerto e ballo Cristallo , il relativo bar-ristorante, la cessazione di oltre l’80% delle attività commerciali, il 70% di alberghi e ristoranti, non parliamo dello svuotamento quasi totale di paesi storici quali Monteacuto e Pianaccio ed altri ancora. L’inadeguatezza del servizio degli acquedotti. La cancellazione di corsi estivi di musica, la cancellazione di concerti nelle chiese con organi anche storici, la scomparsa del parco avventure al Monte Pizzo, l’inutilizzo della storica Ferriera di Panigale quale punto di riferimento culturale ed altro ancora che occuperebbe un’intera pagina. I grandi fasti degli anni ‘60 del secolo scorso erano anche legati, parlo degli impianti a fune, al fatto che : lo sci era una attività socialmente importante, chi non lo praticava passava quasi per un paria; il costo era, allora, accessibile a molte famiglie e, cosa di nessuna importanza, vi erano metri di neve dai primi di Dicembre ai primi di Maggio. Oggi, cosa evidenziata da molteplici studi di enti a ciò preparati, il fascino dello sci è in costante caduta libera, sono sempre meno i praticanti e, mediamente, con un’età abbastanza alta. Il costo di tale attività non è più adeguato al reddito mi molte famiglie. Dulcis in fundo , è in corso una Crisi Climatica che ha ridotto, e continua a ridurre ulteriormente, le precipitazioni nevose con un costante ed ulteriore aumento della temperatura invernale, fatto questo che pone un limite all’uso dell’innevamento artificiale. Le previsioni per il prossimo ventennio o poco più danno che le precipitazioni nevose nella zona del Corno alle Scale saranno episodiche e di scarsa entità. La temperatura sarà in costante aumento. Ma siccome la Crisi Climatica viene negata dai centri di potere, ne consegue che non esiste ed infatti è definita in Alto Loco “Una opinione”. E’ logica conseguenza che questi ultimi 30 anni con sistematica riduzione del manto nevoso sono solo “Fallaci illusioni”. La visione della zona del Corno nei mesi invernali totalmente o quasi privo di un adeguato mando nevoso e, spesso, con ampia estensione di sassi ed erba secca è definibile “Una impressione visiva”. E’ mia opinione che se si volesse, seriamente, ritornare ai fasti degli anni ‘60 bisognerebbe riformulare l’offerta turistica adeguandola alle richieste e desideri dei turisti del 3° millennio, creare luoghi di intrattenimento per i giovani, proporre un’offerta culturale in sintonia con il patrimonio storico-culturale del Belvedere. Ma per fare ciò che ho sommariamente accennato si richiede un bagaglio culturale che non si vede in giro. Non è una seggiovia in sostituzione di una già presente ed in funzione che risolverà questi problemi. Mi auguro di sbagliare, ma la cartina di tornasole di questo Nuovo Paese delle Meraviglie sarà il ripopolamento di tutti i paesi svuotati a seguito di una politica del territorio che ho giudicato e giudico tutt’ora ERRATA.

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