ALTO RENO TERME: Il turbolento finale delle lezioni

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L’ingresso dell’Istituto Montessori – da Vinci

 

In occasione dell’ultimo giorno di scuola (4 giugno), i Carabinieri della stazione di Alto Reno Terme sono intervenuti presso la sede del polo scolastico Montessori-Da Vinci di Porretta Terme, l’istituto scolastico dell’Alto Reno ha circa 800 studenti, ripartiti in numerosi indirizzi di studio molto diversi tra loro: dal liceo scientifico al linguistico, al liceo di scienze umane e quello economico-sociale, fino all’istituto tecnico e all’istituto professionale.

L’intervento degli agenti di pubblica sicurezza sarebbe stato richiesto da alcuni studenti a cui la dirigenza d’istituto avrebbe impedito temporaneamente l’ingresso ai locali scolastici, chiudendo il cancello per il transito dei veicoli e istituendo una sorta di ‘picchetto’ in corrispondenza del passaggio pedonale. Allo sbarramento avrebbero partecipato alcuni docenti, tra cui i vicepresidi Antonio Gaggioli e Diana Guarisco. L’accesso controllato non era però l’unico a disposizione degli studenti, il cui transito risultava comunque consentito dal cancello secondario a monte dell’ingresso principale.

A trovarsi la strada sbarrata sono state in particolare alcune studentesse delle classi quinte. Il motivo del blocco sarebbe stato determinato dall’ abbigliamento di alcune di loro, reduci dalla tradizionale serata in discoteca con cui gli studenti dell’ultimo anno sono soliti concludere le lezioni, la cosiddetta “lunga per l’ultimo giorno di scuola”. L’abitudine di festeggiare in un locale della Riviera la vigilia dell’ultimo giorno di lezione, per poi raggiungere direttamente il plesso, esiste al polo Montessori-Da Vinci da circa quindici anni e, fino a oggi, non ha mai generato problemi tali da rendere necessari interventi da parte di autorità esterne alla scuola.

L’usanza si è consolidata nel tempo, avvalendosi della sostanziale condivisione degli insegnanti: negli anni scorsi, gli ultimi momenti all’interno della scuola rappresentavano l’occasione per scambiarsi un saluto, magari impreziosito da qualche fotografia in compagnia degli ex allievi, ancora in abiti eleganti dalla sera precedente. Da quando è responsabile d’Istituto la professoressa Luisa Macario, alla prima esperienza da dirigente, l’abbinamento festa in discoteca-ultimo giorno di scuola è avvenuto una sola volta, nel 2019. Nel 2020 le limitazioni imposte dalla pandemia ne hanno impedito lo svolgimento, mentre nel 2021 la tradizione si è svolta in formato ridotto, sostituendo la discoteca con alcune feste private di minori dimensioni.

Il miglioramento della situazione sanitaria degli ultimi mesi ha reso nuovamente possibile lo svolgimento della “lunga per l’ultimo giorno di scuola” generando qualche preoccupazione nella dirigenza d’Istituto. La serata in discoteca dello scorso 3 giugno ha coinvolto le nove classi quinte, per un totale di circa 120 maturandi ed è stata organizzata dagli stessi rappresentanti degli studenti.

Il giorno 1 giugno la scuola aveva emesso un comunicato nel quale, insieme alla fine anticipata delle lezioni scolastiche, prevista per le 11.30, si esprimevano alcune raccomandazioni agli studenti. Il testo raccomandava: “di essere provvisti del materiale didattico con abbigliamento consono all’ istituzione scolastica e coerente con quanto prescritto dal Regolamento di Istituto”.

Alcuni dei testimoni interpellati hanno inoltre mostrato a Renonews un messaggio WhatsApp in cui si legge: “Domani dovete essere impeccabili nel comportamento e nell’abbigliamento. Non c’è tolleranza. (…) Niente pance e spalle scoperte. Niente shorts o gonne troppo corte. Il voto di comportamento sapete che è molto importante per la fascia di credito. Non giocatevi l’anno scolastico per una giornata. Vi dico che non ci sarà tolleranza. Sono successi episodi gravi gli anni scorsi e domani ci sarà molta rigidità. In questi giorni si sono visti abbigliamenti non consoni alla scuola e in molte situazioni non si è detto niente. Domani non si passerà inosservati.” Questo messaggio sarebbe stato inviato il 3 giugno, giorno della festa serale in discoteca.

Coloro che hanno mostrato il messaggio sostengono di averlo ricevuto da un numero non conosciuto, pertanto la provenienza dello stesso è impossibile da accertare, sebbene sia evidente  una certa convergenza con i temi affrontati nel comunicato scolastico.

Le pattuglie della Polizia Locale e dei Carabinieri davanti all’Istituto

 

Al termine di una fase di discussione tra docenti e studenti, iniziata attorno alle 8.15 e terminata prima delle 9.00, tutti gli studenti hanno avuto accesso ai locali scolastici, anche grazie all’’intervento dei Carabinieri. Come riportato in modo concorde dai testimoni, gli studenti, una volta avuto accesso alle aule, avrebbero poi trovato molti bagni chiusi a chiave. Il motivo della chiusura, come confermato dalla dirigente scolastica, era finalizzato ad impedire il lancio dei gavettoni, altra usanza piuttosto praticata in occasione dell’ultimo giorno di scuola.

In un momento successivo della mattinata, fra le 10.30 e le 11, a fronte di alcuni comportamenti eccessivi all’ interno della scuola sarebbe stata la stessa dirigenza a richiedere un secondo intervento dei Carabinieri, per ricondurre gli esagitati alla calma.

In questo caso, le versioni divergono. I testimoni sostengono che i due interventi degli agenti non sarebbero collegati in alcun modo. Il primo costituirebbe l’epilogo di una disputa ingaggiata dalla scuola nei confronti delle studentesse delle classi quinte, il secondo sarebbe prevalentemente collegato alle intemperanze disciplinari di una seconda dell’Istituto Tecnico. La dottoressa Macario sostiene invece di aver dovuto chiamare le forze dell’ordine per limitare la confusione generalizzata collegata alle celebrazioni dell’ultimo giorno di scuola.

Infine, prima della conclusione delle lezioni, il vicepreside Antonio Gaggioli ha annunciato in diverse classi l’introduzione di un rigido dress code (ndr. regole di abbigliamento) a partire dall’ inizio del prossimo anno scolastico. Il provvedimento andrebbe a irrigidire il regolamento già esistente che al momento prevede la generica necessità di un abbigliamento consono, la cui mancanza è sanzionabile con un’ammonizione scritta.

Le regole interne dell’istituto erano state già oggetto di discussione durante l’ultimo anno scolastico. In particolare aveva generato qualche dissenso un comunicato della dirigente del 19 ottobre 2021, che estendeva l’obbligo della giustificazione genitoriale in caso di uscita anticipata dalla scuola anche agli studenti maggiorenni.

La stessa dirigente, interpellata sulla possibilità di introdurre regole sull’abbigliamento, ha confermato la necessità per l’anno prossimo di rimettere mano al regolamento d’ istituto, al momento ritenuto carente su molti aspetti organizzativi. In sede di riforma verranno valutate norme più dettagliate relative all’ abbigliamento degli studenti, vissuto spesso come problematico durante l’anno scolastico.

Non è comunque stato possibile definire con chiarezza lo scopo del temporaneo posto di blocco all’entrata. La dirigente, descrivendo l’iniziativa, ha fatto più volte rifermento agli abiti delle ragazze di quinta e al mancato rispetto delle indicazioni comunicate nei giorni precedenti, ma, nello stesso tempo, ha lasciato intendere che lo scopo principale del controllo in ingresso fosse verificare gli eccessi nel consumo di alcolici. La dirigente ha inoltre negato l’intento di impedire a qualcuno l’accesso alla scuola.

I numerosi testimoni, sentiti da Renonews, ipotizzano che l’abbigliamento elegante sia stato contestato perché ritenuto veicolo di un clima di festa generalizzato e di comportamenti eccessivi, che avrebbero potuto coinvolgere anche studenti delle classi inferiori. Gli stessi testimoni sono convinti che il reale obiettivo dello sbarramento fosse l’intercettazione di studenti che, a causa della festa della sera precedente, avessero ecceduto nel consumo di alcolici. Eccessi di cui non risultano tracce dai racconti dei testimoni, né per l’anno appena concluso, né per gli anni precedenti.

Sicuramente gli abiti delle studentesse sono stati al centro del diverbio avvenuto davanti ai cancelli, ma da soli non bastano a motivare le restrizioni imposte dalla scuola. Se il problema fosse rappresentato esclusivamente dal vestiario perché limitare il controllo alle maturande, senza coinvolgere anche studentesse e studenti delle altre classi? E perché attendere proprio l’ultimo giorno di lezione per affrontare una questione che, verosimilmente, avrebbe prodotto una reazione animata? E ancora, perché ridurre in modo significativo l’accesso ai bagni scolastici?

È più probabile che ogni  misura assunta facesse parte di una strategia di contenimento dei comportamenti eccessivi generati dai festeggiamenti dell’ultimo giorno di scuola e amplificati dalla precedente serata in discoteca. La dirigente ha infatti evidenziato come, già nel 2021, la medesima ricorrenza avesse prodotto comportamenti difficili da gestire. In particolare, la dottoressa Macario ha fatto riferimento alla tendenza generalizzata ad occupare i corridoi, alla comparsa di alcune scritte offensive rivolte alla sua persona e alla ostinata volontà di alcune studentesse in abiti eleganti a esibirsi in una sorta di sfilata interna non autorizzata.

Le restrizioni della scuola intendevano evitare i comportamenti eccessivi generati dall’ atmosfera di festa, in grado di produrre conseguenze sulla disciplina di molti studenti dell’intero plesso.

Sia pure indirettamente, ad essere nel mirino della dirigenza scolastica sarebbe proprio la ‘lunga’ che, pur essendo di un’iniziativa extra scolastica, avrebbe favorito l’insorgenza di abitudini e comportamenti poco adeguati all’ ambiente scolastico.

La dirigente ha rivelato a Renonews di aver raccomandato più volte ai partecipanti di cambiarsi d’abito prima di entrare in classe ed ha ammesso che preferirebbe che la serata in discoteca si svolgesse il sabato, nella sera successiva alla conclusione delle lezioni.

Il doppio intervento dei carabinieri dimostra che i vari provvedimenti attuati dalla scuola non hanno superato la prova dei fatti, contribuendo al contrario a surriscaldare il clima interno all’Istituto.

La dottoressa Macario, parlando della propria attività lavorativa, ha fatto più volte riferimento alle difficoltà incontrate nel garantire il rispetto delle più elementari regole di rispetto dell’istituzione scolastica, lamentando una frequente disattenzione delle famiglie, il cui interesse sarebbe spesso limitato alle prestazioni dei figli e meno ai loro comportamenti.

In un contesto del genere gli eccessi, secondo il parere della dirigente, diventano più diffusi e alla scuola, per rimanere fedele alla propria missione educativa, non resta che l’imposizione di alcuni paletti, utili a arginare gli eccessi più eclatanti.

Le parole della dirigente del Montessori-Da Vinci restituiscono un quadro d’insieme complesso, caratterizzato dalla rapida evoluzione del rapporto fra studenti e istituzione scolastica, sulla cui fragilità hanno probabilmente inciso le limitazioni causate dalla pandemia. Il quadro descritto allude a problemi di autorevolezza della scuola, non sufficientemente riconosciuta da studenti e famiglie.

Ciò che resta da capire è se l’inasprimento delle regole disciplinari collegate possa produrre un effetto positivo sugli studenti o se, al contrario, non rischi di rivelarsi un’arma spuntata, poco compresa e scarsamente utile al progresso formativo delle ragazze e dei ragazzi che frequentano il polo scolastico di Porretta Terme.

 

Foto di Fabio Marchioni

 

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