Un po’ di numeri sul Corno

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I lettori di Renonews si saranno accorti della mia propensione per la matematica, per la statistica e per le ricerche numeriche. Avrei voluto intitolare questo mio scritto:0 + 0 = 0  Per la semplice ragione che guardo giornalmente la webcam del Corno sci. Malgrado l’encomiabile, oserei dire, eroica dedizione degli operatori per mantenere agibili alcune piste del comprensorio, il numero dei frequentatori è assai modesto. Se confrontato con quello di 35 anni fa ed oltre, possiamo parlare di 0 o quasi. Allora la gente parcheggiava sino a Madonna dell’Acero per farsi a piedi,con gli sci in spalla e gli scarponi ai piedi, sino al Cavone per poi utilizzare gli impianti e sciare. Non credo che oggi ci si trovi, neppur lontanamente, neanche di Domenica. Andiamo adesso a vedere cosa succede alla Doganaccia. Non credo che neppure lì abbiano maree di frequentatori, anzi, data l’esposizione a Sud e la quota più bassa, di sciatori ve ne siano ben pochi. Rispetto a 35 anni fa dovremmo essere a 0 o quasi. Ne consegue che se tutti i frequentatori della Doganaccia venissero convogliati al Corno otterremmo 0 + 0 = 0 o poco più. Al fine di basarci su dati sicuri sarebbe doveroso che coloro che stanno operando al fine di far costruire una struttura quale il collegamento di crinale Corno – Doganaccia – Abetone fornissero i seguenti dati : 1° Numero dei frequentatori degli impianti del Corno tra gli anni 1973-1985 e 2007-2019 scorporati sia per anno che per mese – 2° Gli stessi dati relativi alla Doganaccia. Le ragioni di dati della durata di 12 anni servono per avere elementi certi legati al ciclo solare di, appunto, 12 anni. Se il periodo di analisi fosse più breve potremmo trovarci in un momento nel quale il ciclo solare potrebbe aver influenzato gli eventi meteorologici verso condizioni di maggiore o minore nevosità o piovosità. Vi sarebbe un ulteriore elemento quali i dati forniti dall’Ufficio Meteorologico sulle precipitazioni nevose della zona anno per anno nei due periodi considerati. Con questi dati numerici potremmo effettuare una serie di estrapolazioni. 1 – le frequentazioni dei due periodi sono analoghe . 2 – il secondo periodo è meno frequentato del primo con trend in calo. 3 – il contrario del secondo. Combinando questi trend con i dati della nevosità potremmo capire se: 1° il calo, la stabilità o l’aumento delle frequentazioni sia dovuto a fattori climatici, al maggiore o minore appeal degli sport invernali o dalla loro combinazione. Se il Comitato per la Costruzione di detto nuovo impianto fornisce dette dati si può elaborare una strategia legata alle frequentazioni degli sport invernali, in caso contrario potrebbe sorgere il sospetto che le ragioni di fondo di questo costosissimo impianto non sia per nulla legato a ragioni di sinergie economiche della montagna, ma ad altre che si tendono a tenere nascoste. Attendiamo che siano forniti tali dati. Siamo disponibili ad un serio esame statistico e tendenziale di comune accordo con il Comitato pro Impianti.  Adesso il clima è sereno, non particolarmente freddo, pochi gradi sotto lo 0, ma in grado di mantenere la neve sparata. Le previsioni? A breve nulla di diverso e saremmo già a metà Gennaio con precipitazioni nevose a quota 0 . Forse nella seconda metà del mese cambierà il tempo. Come? Le previsioni oltre 7 giorni sono di carattere statistico-probabilistico. Speriamo che apporti nevicate, almeno per chiudere in bellezza una stagione avara. Ma se si scatena il Libeccio, vento di SW con raffiche vicine ai 240 Km/h e scrosci di pioggia, possiamo dire che la stagione sciatoria sia chiusa. Ormai lo sconvolgimento climatico che, purtroppo, per ragioni orografiche, danneggia principalmente la zona del Corno, la fa da padrone. Mi auguro che venga a nevicare, resti un po’ freddo ed, almeno, gli ultimi 8 fine settimana siano tali da convincere molti appassionati a venire a sciare al Corno.

Ettore Scagliarini
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