Inverni inesistenti, o quasi, e disinformazione

0
131

Ho letto delle lamentele per questo inverno quasi privo di neve e di freddo che reso molto limitato lo sport sciistico sulle montagne dell’Appennino. Ho letto vari commenti in merito. La prima cosa che balza agli occhi è la totale ignoranza di quello che sono gli studi statistici da parte di varie persone. La Climatologia, come moltissime branche scientifiche, si basa, appunto, sui calcoli statistici. Anche le assicurazioni dei veicoli fanno affidamento a detti studi. Vi sono, poi, coloro i quali trattano emeriti scienziati, ricercatori ed università come tanti ciarlatani ignoranti. Quando si fanno di queste esternazioni sarebbe necessario avere da contrapporre studi approfonditi che confutino quanto asserito da coloro che si sbeffeggiano. Purtroppo sia un sistematico lavaggio del cervello protratto per decine di anni con asserzioni, da parte di organismi politico-amministrativi, basato sulla negazione dell’evidenza dei fatti con affermazioni del tipo “La crisi climatica è solo un’opinione”, ha portato a non vedere fenomeni talmente eclatanti da non passare inosservati se non agli occhi di persone in malafede o vittime della più totale disinformazione. Un esempio che dovrebbe essere illuminante : da oltre 30 anni NON è più possibile praticare, nel comprensorio del Corno alle Scale, arrampicate su cascate ghiacciate per la semplice ragione che NON ghiacciano più. Ho una cospicua serie di diapositive che certificano come, negli anni 50-60-70 e sino alla fine anni 80, fosse possibile praticare detta attività sportiva. Si badi che tale attività, da metà anni 50 sino alla fine anni 70 era possibile praticarla da 900 metri di quota in su. Successivamente la quota si è innalzata sino a rendere impossibile la formazione di sicure lastronate di ghiaccio anche alle quote più alte come avviene attualmente. Vi sono poi persone che asseriscono che i riscaldamenti climatici sono sempre avvenuti e sempre avverranno. Consiglierei a costoro di leggere, e capire, ciò che sta scritto in testi di geologia. Certo, le oscillazioni climatiche, vedi le glaciazioni del quaternario, tanto per non andare troppo indietro, sono avvenute con interglaciali abbastanza temperati o caldi. Bisogna però sottolineare che dette oscillazioni non sono avvenute nello spazio di 60-70 anni ma nello spazio di alcune decine di migliaia di anni. Non è una differenza da poco. Coloro poi che si dilettano di ridicolizzare il mondo scientifico, dovrebbero dare una spiegazione del perché i ghiacciai alpini, e non solo quelli, anche in Groenlandia, Artide, Antartide ed altrove stanno collassando. Ricerche fatte da università italiane, hanno constatato che, tanto per citare un particolare, nello spazio degli ultimi 600 anni la copertura nivale su una zona alpina alla quota di m 2.300 , è risultata, statisticamente, piuttosto regolare. Solo negli ultimi 60 anni (la ricerca è del 2020) si è avuto una costante contrazione sino a 36 giorni. Estrapolando tali dati e riportandoli nella zona del Corno alle Scale, con aggiustamenti a livello di : quota, condizioni orografiche, latitudine ed esposizione a venti di provenienza tirrenico-africana, tale contrazione ha raggiunto gli 84 giorni con la probabile riduzione di oltre un giorno per anno nel futuro. Torniamo all’argomento : turismo e sport invernali in Appennino. Cosa si è fatto per consentire alle popolazioni locali di avere un turismo complementare atto a supplire alla riduzione di lavoro e di reddito causato da oltre vari decenni di diminuzione dell’attività invernale ? In senso lato non si è fatto quanto necessitava. Ricordo qui che molte delle zone nelle quali si è praticato lo sport della neve, hanno un patrimonio culturale, storico ed ambientale di prim’ordine. Perché non si iniziato a valorizzare tale patrimonio ? Certo, tale utilizzazione necessita conoscenza del territorio, della sua storia, delle sue emergenze ambientali, architettoniche e culturali che, dopo più di due generazioni di sci e solo di sci, non è semplice da rivalutare, ma sarebbe doveroso cercare di farlo. L’altro aspetto è che dietro allo sci vi sono cospicui appalti strutturali, in poche parole, girano molti milioni per impianti a fune ed altro. E’ molto difficile che chi gestisce il pubblico danaro del contribuente si lasci sfuggire l’occasione di spendere fior di milioni in opere, spesso, di discutibile utilità. Riporto qui quanto scritto da Piergiorgio Odifreddi nel suo libro “Dizionario della stupidità” a pag. 133 alla voce Grandi opere :”E’ un segreto di Pulcinella che le grandi opere esistano per elargire finanziamenti pubblici : in massima parte alle imprese private, tramite i lavori delle opere stesse, e in minima parte (il famoso 10%) ai funzionari pubblici, tramite le tangenti.”Adesso vorrei puntualizzare un aspetto che viene regolarmente disatteso in ambito politico-amministrativo : la sanità . E’ un altro segreto di Pulcinella che da tempo il servizio sanitario nelle zone marginali, montagna, è soggetto ad uno strisciante smantellamento. Ospedali con carenza di personale, oppure chiusi, reparti cancellati, servizi, anche di una certa importanza, erogati per pochissime ore settimanali ed altro. E’ singolare che di tale gravissimo problema non se ne parli quanto necessiti. E’ vero che il personale sanitario costa, che non vi sono grandi appalti, ma ne va della salute e della qualità di vita dei residenti. Non è casuale che molte persone, al fine di essere visitati, curati, anche per modeste patologie, debbano sobbarcarsi ore di viaggio per recarsi negli ospedali cittadini trovando, spesso, un incredibile intasamento anche nei Pronto Soccorso. E’ la conseguenza della insufficienza della Sanità nei luoghi periferici. Altra nota dolente : l’Istruzione . Spesso i giovani, al fine di avere un livello di istruzione adeguato ai tempi, sono obbligati a recarsi in centri di studio lontani. Là trovano compagno/a, lavoro e non ritornano. Così le aziende che operano nei territori montani si trovano in carenza di personale perché gli istituti scolastici del posto non sono adeguati alle necessità di lavoro del terzo millennio. Altri argomenti : collegamento internet, infrastrutture, viabilità . Formulo qui una domanda a coloro che versano calde lacrime sugli inverni sempre più caldi e privi di neve : Come mai non vedo questo interessamento per le aziende artigiane, industriali o commerciali del territorio ? Queste attività danno lavoro e reddito per 365 giorni l’anno e non per 10-12 fine settimana invernali ! Non ho mai sentito alzare il tono di voce da parte degli amministratori locali, data l’età un po’ di calo dell’udito è comprensibile, in merito a Sanità ed Istruzione, nei confronti dei Poteri Centrali ? Attendo fiducioso che gli aficionados locali dello sci e delle relative strutture, mi diano lumi in merito a queste carenze che reputo più fondamentali di una o due sciovie. A titolo informativo faccio presente di aver sciato per quasi 70 anni e di aver fatto parte di squadre di competizione anche quando ero nei militari, ALPINO .

SHARE

Lascia un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here