Società e sci

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Vi sono attività, anche ludiche, all’interno della nostra società, che investono contemporaneamente il singolo, un più o meno ristretto gruppo di persone ed una cospicua fetta della società medesima. Due di queste hanno camminato affiancate negli ultimi 65 anni : la comunicazione-spettacolo e lo sci . Partiamo dalla prima voce, la comunicazione-spettacolo esemplificata, per antonomasia, dal cinema. Il cinematografo era un ampio locale aperto a tutti, o quasi, dove si proiettavano film e si davano informazioni di carattere politico, documentaristico ed altro. Si pensi alla celebre Settimana Incom. Al cinematografo ci si poteva andare da soli, con la famiglia o in compagnia. Vi era la sintesi fra l’attività di singolo, del gruppo e della società. Normalmente, però, era più gratificante accedervi con la famiglia o con un gruppo di amici. Ovvio che la fruizione era del singolo, ma la partecipazione era di gruppo all’interno di una più ampia società di spettatori. Con l’arrivo della televisione, pubblicizzata come “Il cinema in casa tua”, lo spettacolo cinematografico nelle apposite sale, continuò ancora per anni ad un buon livello con adattamenti quali multisale ed altro. Bisogna anche dire che  all’apparecchio TV furono necessari vari anni per entrare nella maggioranza delle case italiane.

Foto fenapi.it

Inoltre una consolidata abitudine alla partecipazione sociale, quale era il cinematografo, richiese un po’ di tempo per essere superata. Tra l’altro la TV, se aveva quasi cancellato la partecipazione sociale, aveva però mantenuto la partecipazione di gruppo e, ovviamente, del singolo. Infatti era abituale trovarsi dinnanzi al televisore, specialmente per determinati spettacoli o manifestazioni sportive, in una cerchia di amici con cui sbocconcellare e bere qualcosa, urlare improperi agli avversari, agli arbitri ed altro. La TV era anche uno spettacolo di famiglia. Dinnanzi al piccolo schermo si radunava l’intera famiglia, i Simpson docent. Verso la fine degli anni 80 del secolo scorso comparve il PC. Questo nuovo strumento, allora più di lavoro e comunicazione che di divertimento, incise poco sull’uso del televisore divenuto sempre più grande, a colori, multicanale ecc .

Anche il telefono portatile, il cellulare, sostituì l’apparecchio telefonico classico, ma non incise sulla fruizione televisiva rimasta a livello sia di gruppo che singolo. Il vero passaggio alla fruizione di uno strumento di informazione e di divertimento per singola persona si è avuto con la comparsa di strumenti assimilabili all’attuale Smartphone . E’ questa tipologia di oggetti che servono al singolo, l’attività di gruppo e sociale sono totalmente cancellate. Dinnanzi a tali strumenti l’uomo è in totale solitudine, anche i collegamenti con altre persone sono mediate da un oggetto che sottolinea che l’utilizzatore è solo. Gli apparati TV si sono adeguati, hanno inserito al loro interno un computer, è possibile compiere operazioni sino a pochi anni fa impensabili, ma, rimane il loro limite, oggi, di essere una finestra dentro la quale possono guardare anche i familiari ed amici. La privacy=solitudine te la garantisce lo smartphone.

Parliamo adesso del secondo soggetto: lo sci. Questa attività ludico-sportiva ha camminato, a mio avviso, in sintonia più o meno relativa, con la nostra società. Partiamo dagli anni del cinematografo, inizi anni 50, e scopriamo che la maggioranza degli appassionati di tale disciplina utilizzavano i celebri pullman della neve per recarsi sulle piste. Si potrà dire che la motorizzazione automobilistica era agli inizi e quindi era più facile per giovani e per non possessori di auto utilizzare detti pullman. Ciò è vero sino ad un certo punto perché detto mezzo di trasporto consentiva una vita sociale a chi lo utilizzava, spesso in gruppi più o meno grandi di amici, compagni di scuola o di Università o di lavoro. Quindi ci si trovava in un contenitore assimilabile, anche se in piccolo, ad un cinematografo. In detto contenitore era facile fare nuove conoscenze ed amicizie che venivano portate anche sulle piste e, talvolta, anche a casa. Con il gruppo si sciava, si prendevano i mezzi di risalita, ci si fermava a bere o mangiare qualcosa in qualche baita. Quindi la scala : contenitore sociale, gruppo ed attività del singolo erano tutte contemplate. Si dovrà attendere la metà degli anni 60 per vedere l’auto quale mezzo di trasporto prioritario. In questo caso, parlo anche per esperienze personali, ci si muoveva, quando possibile, in più di un’auto con tutti i posti occupati da amici, ragazza/o appartenenti al proprio giro di amicizie e conoscenze. E’ vero che così si abbattevano i costi del trasporto, ma era anche vero che si viveva quella esperienza all’interno di un gruppo.

Sulle piste ci si fermava ad attendere i meno capaci, nelle file per prendere i mezzi di risalita si era sempre o quasi in gruppo . Queste attese erano poi occasioni per battute, chiacchiere, tentativi di attaccar bottone ad una sciatrice vicina ed altro. Finite le discese era d’uopo ritornare in città. Ma questo spirito comunitario che, rubando il termine a Giorgio Gaidola, possiamo definire “Sky spirit” che cementava persone e gruppi all’ambiente montano, chiedeva ancora qualcosa. E così ci si trovava in qualche locale in paese a consumare crescente, salumi, pizze, birra ed altro in allegra brigata. Involontariamente confermavamo quanto asserito da Plutarco in merito al greco simposio o romano convivio :”Noi non ci troviamo in compagnia per bere e mangiare ma mangiamo e beviamo per stare in compagnia”. Era questa una ricaduta economica sulle attività locali non trascurabile. La cosa è proseguita sino a metà anni 90 pur con sensibile diminuzione del mondo dei praticanti lo sci. Qui è necessario fare un inciso. Fino agli inizi anni 90 lo sci era inteso come un imperativo categorico sociale, chi non lo praticava godeva socialmente di una certa diminuzione di considerazione. Ed infatti sulle piste si vedevano persone totalmente negate a detto sport che continuavano a cadere, spesso a fermarsi contro altri sciatori, una evidente incapacità a far sci. Venivano definiti “Cannibali”. Ma era tale la pressione sociale che queste persone dovevano passare la domenica o anche il fine settimana, a ruzzoloni sulle piste. Come anche altri imperativi sociali, si pensi alla moda, anche questo incominciò ad esaurirsi. Ed infatti le file agli impianti di risalita diventavano sempre più esigue, sulle piste si vedevano in gran parte persone capaci e, cosa negativa, si notava una diminuzione dei praticanti giovani. Lo sci stava alzando l’età media dei suoi cultori. La presenza di gruppi stava scemando, era sempre più facile vedere persone singole sciare. La civiltà dello smartphone era entrata prepotentemente nel mondo dello sci. Diminuzione del post sci in gruppi a mangiare e bere nei locali di montagna e quindi crisi della ristorazione. Cambiamento di mentalità, come asserito da una persona che su detta attività ci vive :”Oggi non si scia, si scende”. Lo “sky spirit” è scomparso. Finite le discese, si sale in auto e si torna a casa. A peggiorare la situazione globale, è intervenuto la Crisi Climatica riducendo drasticamente sia l’entità delle nevicate che il periodo di possibilità sciatorie, malgrado l’utilizzo di cannoni sparaneve. Molte piste, anche piacevoli e non pericolosi fuoripista, sono spesso inagibili. Una concomitanza di fattori negativi ha fatto entrare in crisi lo sci di casa nostra. Cambiamento di mentalità nella società, mutamento dell’approccio dei singoli allo sci, una Crisi climatica di grave entità, tutto ha contribuito ad affossare detto comparto. Vedremo se si riuscirà a utilizzare o creare nuove fonti di reddito.

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