L’Appennino e le opere fondamentali

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Recentemente parlavo con una laureanda in una Università francese del come e perchè a Parigi siano meravigliati del brusco spostamento elettorale del 25 Settembre scorso, occasione nella quale  un elettorato, da tempo, su posizioni di sinistra, abbia votato partiti della destra ed in maniera consistente. Le ho spiegato che le ragioni non sono di carattere ideologico, ma di protesta. Se ci fosse stato Gengis Kan fra gli eleggibili, avrebbero votato pure lui. E’ da parecchi decenni che le amministrazioni sia regionali che locali, mostrano un certo disinteresse per le problematiche dell’Alto Appennino Bolognese. Si tratta, in sintesi, di problematiche legate all’adeguamento degli studi scolastici alle necessità del 3° millennio, necessità mai prese in considerazione con massiccia fuga di giovani. Di utilizzazione del patrimonio storico e culturale della zona che, valorizzato come si deve, potrebbe apportare un beneficio occupazionale, di reddito e di valorizzazione considerevole ma che è totalmente disprezzato. Periodicamente vengono organizzati convegni sul rilancio dell’Appennino che, sino ad oggi, non hanno sortito alcun ché. In compenso si è massicciamente parlato di palazzi dello sport e di seggiovie, queste in alto, ovviamente, senza alcun documento o studio che certificasse la ricaduta sul territorio di tali opere milionarie. Di fronte a questo spostamento elettorale cosa si è architettato nelle Alte Sfere ? Ciò che si fa nel salto in alto : si alza l’asticella . In pratica, parlo dell’Alto Appennino, se prima si stimava Fondamentale una seggiovia, grazie a sensazioni tattili ed olfattive ma senza alcun studio adeguato, dopo il 25 Settembre, vi è stata una esplosione di OPERE FONDAMENTALI : Cimone-Abetone ; Corno-Doganaccia-Abetone, più altri impianti a completamento. Aspettiamo un altro giro elettorale per sapere di collegamenti Abetone-Passo del Cerreto ed, eventualmente Corno-Monte Fumaiolo. Il tutto, ovviamente, senza alcuno studio che certifichi la ricaduta economica sulle popolazioni dell’Appennino. Di certo gli Ospedali, i Pronto Soccorso, l’Istruzione, la Viabilità ed i Servizi Sociali nelle zone di montagna riceveranno una bella ridimensionata ! Sono tutte Opere NON Fondamentali e , conseguentemente, portate ad esaurimento o cancellazione. Attendiamo ansiosi il calendario delle feste in piazza per le vere OPERE FONDAMENTALI.

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