Cambiamenti turistici

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Per varie ragioni mi trovo, spesso, a viaggiare sia nelle colline bolognesi che nelle zone montane della provincia, in auto, data la tarda età. Alcuni aspetti, a confronto degli anni 60-70 ed 80 del secolo scorso, mi hanno colpito. La prima, più evidente, è la rarefazione di ristoranti e luoghi di ristorazione. In passato, mi riferisco a detti anni sopra accennati, era abituale fare combriccola con diversi amici ed amiche e recarsi in collina o nelle zone più elevate, per trascorrere una allegra serata tra chiacchiere, crescentine, lazzi e frizzi, salumi e formaggi vari ed altro. Oggi, mi sembra, che detto costume si sia molto ridotto. Le cause ? Sono molteplici. Chi partecipava a dette serate era, in gran parte, abitante del centro di Bologna. Uscire con l’auto assieme ad alcuni amici non contemplava i drammatici problemi di oggi, ovvero, al ritorno, non trovare un posto ove parcheggiare l’auto. Quindi ? Essendo la vita abbastanza piena di problemi, andarcene ad aggiungere altri non è assolutamente il caso. Spesso, poi, detti luoghi di ristorazione non avevano aree di parcheggio, oggi, quasi tutte le strade di qual si voglia paese o borgata ha i suoi cartelli di divieto di sosta. Ovviamente ben poche amministrazioni hanno provveduto a destinare appositi spazi al parcheggio. Quelle, poche, che ci sono o sono a pagamento o necessitano del disco orario con 60 minuti massimi di sosta. Quindi ? Si sommano altri problemi e, spesso, altri costi per contravvenzione. Meglio lasciar perdere. La cosa, poi, ha un risvolto negativo non solo per la ristorazione, ma anche per le attività commerciali. Andare di corsa ai vari negozi con l’incubo di pagare una multa, porta molti acquirenti a dirottare le proprie spese verso quei supermercati o aree commerciali che dispongono di una propria area di parcheggio. Si ha un bel parlare di fare la spesa nei negozi della zona, o, eventualmente, di andare a fare la spesa in bicicletta. Confesso che mi risulta oltremodo incomodo trasportare a spalla, non parlo di muovermi in bici, parecchi chili per dei mezzi chilometri. Quindi ? Si va al supermercato. Non credo di essere l’unico, visto le lettere di varie persone in merito. Torniamo alla ristorazione. Adesso a Bologna, ma credo in molte città italiane, vi è un servizio di ristorazione a 360 gradi. Puoi andare, facendo poche centinaia di metri a piedi, a cenare in qual si voglia maniera, anche esotica. Se puoi vuoi passare una serata con amici in casa, i cibi te li portano a domicilio. Il guaio è quando si hanno amici e parenti che abitano fuori o lontani dalla città. Farli venire in centro in bicicletta, come consigliano in Alto Loco, mi sembra rischioso, passerei per uno squilibrato mentale specialmente quando il tempo è avverso, quando queste persone hanno i loro problemi di età o di salute. Ma, poi, la scelta di viaggiare in bici deve essere, appunto, una scelta, non un’imposizione. Se costoro si dirigessero, per stare in compagnia, verso il centro della città, dove potrebbero parcheggiare l’auto ? Ci sono i mezzi pubblici. Non sempre e, poi, se oltrepassi certi orari ? Non mi sembra sensato stare in compagnia con l’orologio che suona quando te ne devi andare. Ritorniamo ai miei viaggetti nei dintorni collinari e montani di Bologna. Con tutte le difficoltà che ho elencato, forse ve ne saranno altre, penso di aver chiarito del perché noto sempre più luoghi di ristorazione e agriturismi chiusi. Dispiace che molte zone che basavano parte della loro economia sul famoso turismo fuori porta, abbiano dovuto ridurre detti apporti economici. Ma si sa l’ecologia, o, almeno così ce la raccontano, ha i suoi costi, anche le multe per divieto di sosta fanno parte di un programma ecologico.

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