Bologna città d’arte

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foto 1

Triste realtà

Girovagando per Bologna si scopre come questa città sia piena di artisti ed, ovviamente, di opere d’arte. Spesso questi capolavori sfuggono ad un occhio distratto oppure vengono male interpretate. Si tratta di arte contemporanea che richiede una certa preparazione culturale adeguata. Molti di queste attività artistiche si sovrappongono a lavori del passato proiettandoli nella contemporaneità. Un esempio ? Casa Bugami di Via San Felice, un edificio del 1600 con interni di alto pregio. Ebbene ? Il portone di ingresso che potremmo definire coevo all’edificio, è stato decorato con alta capacità artistica adeguandolo alla modernità (foto 1 ). Va da sé che quasi l’intera città, edifici storici, monumenti ed emergenze storiche pluri millenarie sono decorate da questi ignoti artisti in siffatta maniera. Ciò rappresenta una vera attrattiva per gli stranieri che vengono in visita a Bologna. E’ un vero biglietto da visita di inestimabile valore !

foto 2

Certo che detta propensione artistica non si limita al patrimonio storico della città, ma si rivolge anche a manufatti contemporanei arricchendoli visivamente (foto 2) . Vi sono anche capolavori d’arte contemporanea che andrebbero valorizzati adeguatamente (foto 3).

foto 3

 

Come si vede ci troviamo dinnanzi ad una sublime opera che avrebbe fatto impallidire Marcel Duchamp ! Infatti questo artista francese dell’inizio 1900 , creatore del concetto del “ready-made” ovvero di oggetti industriali perfettamente funzionanti : orinatoi, ruote di bicicletta, scolabottiglie , che, tolti dal loro sito di collocazione, ma inseriti in un luogo deputato all’arte, museo, venivano ad assumere l’abito dell’opera d’arte. Qui invece ci troviamo in una sintesi estrema : quella dell’oggetto funzionante, la bicicletta in piedi, unita ad un rottame inutilizzabile, la bici disfatta in primo piano a terra. E questo capolavoro non è relegato in un museo, luogo frequentato da poche persone, ma è sulla pubblica via dove tutti, gratuitamente, possono fare il pieno dell’Esprit artistique . Si badi che la città di Bologna è piena di tali capolavori non ancora catalogati ! Meriterebbe educare alcune guide al fine di accompagnare i turisti ad ammirarle e spiegare loro i risvolti culturali e l’importanza di tale opere. Vi sono stati artisti che hanno fatto delle ferite sul proprio corpo una forma di manifestazione artistica. Bologna è andata oltre, ha creato “L’arte traumatica” con la partecipazione di un certo numero di artisti muniti di bicicletta. In che cosa consiste tale creatività ? Nel viaggiare, con le due ruote, senza alcun impianto di illuminazione, ad elevata velocità lungo i portici, specialmente in discesa, urtando pedoni e, spesso, lasciandoli lunghi e distesi a terra. Queste “Opere d’arte” non hanno mezzo di chiedere il nome e la firma dell’artista giacché questi ha l’abitudine di dileguarsi. Una incredibile modestia. Anch’io potrei definirmi “Opera assoluta d’arte contemporanea traumatica” . Scontro sotto il portico di Via Nosadella, ricovero all’Istituto Ortopedico Rizzoli, 5 ore di sala operatoria e successiva difficoltà deambulatoria. Le radiografie dell’Istituto e tanti altri documenti certificano che io non sono un “falso”ma una vera “Opera d’arte” di Bologna eseguita nel 2023 . Da questo breve excursus capiamo bene l’impegno istituzionale a fare di Bologna una capitale d’arte non su modelli superati e ovvi, ma su basi totalmente innovative. Il turismo ha così ulteriori richiami per venire nella “Felsina maestra d’arte”.

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