Impariamo dagli animali

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Anticipo che non ho mai dormito di pomeriggio, o quasi. Anche quando ero nelle campagne a nord di Bologna, Castel Maggiore, a dare una mano ai parenti pastori, mentre i contadini (mi piace molto di più questo termine che “agricoltore” che puzza un po’ di “signorilità” e meno di duro lavoro dei campi) dopo pranzo facevano “Gabanela”, ovvero un pisolino pomeridiano, trovavo sempre una serie di impegni che mi tenevano occupato sino a cena. Ebbene, cosa mi è successo oggi ? Devo dire che qui a Bologna abbiamo in casa una micia un po’ anzianotta che era a Pianaccio semi-randagia e che spesso, quando arrivavamo o eravamo presenti in casa, giungeva a trovarci e a smangiucchiare qualcosa che avevamo portato per lei. Andava anche dai vicini che lasciavano anche loro un po’ di cibo per lei ed altri gatti semi-randagi. Un giorno, parlo di quasi un anno e mezzo fa, la trovammo con una grave ferita alla parte destra del collo. La portammo dalla veterinaria alla Querciola, dove stette in cura per un po’ di giorni, e poi a Bologna con un altro iter da un veterinario e cure in casa. Si rimise. Da allora mi è sempre appiccicata addosso, quando giro per casa, quando dormo, quando ritorno in casa mi corre incontro. Stamane, dopo essere andato a letto tardi, accidenti ai libri che leggo, mi sono dovuto alzare ad un’ora quasi antelucana per un impegno. Dopo pranzo stavo dormendo in piedi, come si dice, e mi sono sdraiato sul letto. La micia si è messa a spingere con il muso, era preoccupata, ed ho dovuto rassicurarla con una straordinaria razione di coccole e qualche parola. C’è voluto un po’ di tempo e poi si è tranquillizzata. Forse pensava che stessi male, non avendomi mai visto a letto di pomeriggio. La cosa mi ha fatto tornare in mente quando da ragazzo, facendo il pastore a Pianaccio con 150 pecore e due cani, una femmina ed un maschio, verso la Piana dei Bagnadori, un pomeriggio, venni colto da una crisi di sonno. Mi sdraiai sul sentiero e…il cane, il giovane maschio, Black, incominciò a tirarmi con i denti gli abiti e a guaire. Dovetti sospendere il pisolino e rassicurare l’amico a quattro zampe che stavo bene. Con un cane la cosa aveva, a mio modo di vedere, un suo senso, ma con una gatta la cosa mi ha colpito. Ne consegue che, alla luce di questi due piccoli episodi e di altri che ho avuto con cani, gatti, scoiattolo ed anche un topo di campagna, dare dell’Animale ad una persona non sia un’offesa ma un senso di elevata considerazione di ottimi rapporti di amicizia e dedizione. Confesso che mi altererei non poco se qualcuno mi desse del politico.

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