Dittatura e democrazia

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A taluno può sorgere il sospetto che la differenza tra dittatura e democrazia sia quanto mai esigua e legata più alla pubblicità o, meglio, difesa mediatica di quest’ultima che ad una sua reale veridicità. Guardiamo la nostra democrazia ed ai suoi “integerrimi” guardiani. Non passa tanto tempo che, sistematicamente, vengano tolti fondi all’istruzione e che si indirizzi quest’ultima verso una gestione autoritaria. Qualcuno, in vena di battute, ha detto che fra poco verrà ripristinato nelle scuole inferiore, asili ed elementari, musica e canto basandosi sul testo e motivo del Balilla :”Fischia il sasso, il nome squilla, è il ragazzo di Portoria, è l’intepido Balilla, sta gigante nella storia….” . Un brano indubbiamente patriottico, ma di dubbio spirito democratico. Ritorniamo ai fondi per l’istruzione. Anni fa lessi che, fondata l’URSS, con Stalin segretario del partito comunista, nell’immenso paese vigesse la tessera alimentare al fine di una più equa distribuzione del cibo. Vi era una notevole carestia e disordine sociale. Baffone, soprannome di Stalin, fanatico della istruzione, impose che in tutta l’URSS andassero a scuola bambini e bambine . Dopo poco, un funzionario del partito andò da Baffone dicendogli che nelle repubbliche islamiche dell’URSS le bambine non venivano mandate a scuola. Stalin fu categorico :”A chi non manda le bambine a scuola, niente tessera alimentare”. Guarda caso le repubbliche islamiche ex URSS hanno tutt’oggi le donne senza velo, primo ministro e con una elevata istruzione. Vi è da dire che con Baffone c’era poco da discutere, c’era il rischio di finire in Siberia o davanti ad un plotone di esecuzione. D’altronde è lo spirito delle dittature di usare la mano pesante al fine di gestire il proprio potere, vedi Hitler ed altri. Si è parlato infatti, nel particolare del “Comunismo” ,meglio definirlo Socialismo reale, e del Nazismo quali “Religioni laiche”. E’ tipico, infatti, delle religioni monoteistiche utilizzare la violenza sociale al fine di gestire e mantenere il potere totalitario di cui si autoproclamano depositarie in nome di Dio. Ma a ben osservare, non è che le democrazie, o presunte tali, siano poi quel concentrato di tolleranza e di disponibilità al dialogo sociale. Partiamo dagli USA che si proclamano la democrazia che più democrazia di così non si può trovare. Infatti l’incipit della sua Costituzione del 1785 è questo :”Tutti gli uomini nascono uguali”. Esclusi, è implicito, i negri che dovevano essere schiavi ed i nativi americani che andavano sterminati, il più grande genocidio della storia con oltre 40 milioni di vittime. Ci troviamo dinnanzi ad una palese contraddizione confermata, tra l’altro, dal giuramento del Presidente USA fatto sulla Bibbia e non sulla Costituzione. Il ché ci riporta all’interno, per vie traverse, ad una religione monoteistica rifacendo in altro loco il detto germanico di Gott mit uns . Oltre allo schiavismo ed allo sterminio dei nativi, è ancora presente la pena di morte come se non esistessero sistemi per isolare eventuali personaggi dediti alla violenza. Ricordiamo poi quanto disse il giudice che condannò alla sedia elettrica Sacco e Vanzetti :”Li condanno a morte non per quello che hanno fatto, assolutamente nulla, ma per quello che pensano”. Alla faccia della libertà di pensiero ! D’altronde in questa particolare Teocrazia vi è un Dio onnipotente cui tutto va dedicato : il Dio Soldo . Ed infatti ai comandamenti di questo Dio è stata impostata sia la politica interna che tutta quella estera ed in questo secondo caso con l’impiego di qualsiasi strumento da: falsi, colpi di stato, corruzioni, inadempienze di trattati ecc . Veniamo in casa nostra ove non c’è politico e partito che non si autoproclamino Democratici . Democrazia, dal greco, significa che è il popolo che governa e non che è governato. E così ci troviamo dinnanzi ad una duplicità dell’uso delle leggi. E’ scritto in ogni dove che La legge è uguale per tutti, solo che se un politico definisce una persona “Un orangutan” non è una offesa, ma una “Esternazione politica” e quindi è assolto. Se ne evince che qualunque politico possa definire impunemente il prossimo con i più volgari ed offensivi epiteti. Ne consegue che se un politico dicesse che il fiume più lungo d’Italia fosse il Marecchia ed un improvvido suddito lo definisse un Disinformato o un Ignorante, il politico avrebbe tutti i titoli per denunciare tale suddito sia per diffamazione che per offese perché la sua esternazione sulla lunghezza dei fiumi italiani è una esternazione “Politica” e lui non è un geografo. E qui salta fuori che l’Italia ha il record europeo e, penso, mondiale di denunce per diffamazione fatte dalla Casta contro i sudditi nella maggioranza dei casi senza alcuna reale motivazione se non quella di una Intimidazione o di una forma di Terrorismo sociale. Andiamo nel mondo delle Grande Opere nelle quali vengono spesi milioni e miliardi senza, spesso, alcuno studio che ne certifichi la necessità e la funzionalità e che detto studio sia messo a disposizione della cittadinanza per i dovuti controlli ed analisi preventive. Il cittadino=suddito deve solo pagare e stare zitto. Che poi salti fuori Tangentopoli ed equivoci giri di soldi, questo non tocca minimamente il potere della Casta. Come si vede, spesso, la parola Democrazia rischia di essere sinonimo di Partitocrazia spesso trasformato in Cleptocrazia. In breve ci troviamo dinnanzi ad una nuova Teocrazia del Dio Soldo ben adiuvato da Mercurio, il Dio dei ladri. Dal ché ne consegue che un conto sono le chiacchiere ed un conto sono i fatti.
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